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Quando Salvini chiedeva le dimissioni del ministro dell’Interno dopo gli scontri tra tifosi violenti

Il 19 febbraio 2015, per la partita di Europa League tra Roma e Feyenoord, i tifosi olandesi in trasferta causarono gravi danni a piazza di Spagna. Salvini, allora all’opposizione, fu duro con il ministro dell’Interno Alfano. Dopo gli scontri a Napoli, il tono del leader leghista è stato diverso.
A cura di Luca Pons
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Il ministro dell'Interno "dovrebbe dimettersi e chiedere scusa". Parole scritte dal leader della Lega Matteo Salvini in occasione di scontri violenti tra tifosi di una squadra italiana e una squadra straniera che avevano devastato una delle principali città italiane. L'anno non era il 2023, e gli scontri non erano quelli da guerriglia urbana visti oggi a Napoli con i tedeschi dell'Eintracht.

Era il 2015, la città era Roma e i tifosi erano quelli olandesi del Feyenoord, che provocarono gravi danni alla Barcaccia in piazza di Spagna e altre zone della città. Per quei fatti, nel 2021 sei tifosi sono stati condannati a pene tra i 3 e i 4 anni di carcere.

Allora, il governo in carica era quello guidato da Matteo Renzi e il ministro dell'Interno era Angelino Alfano. Salvini, segretario della Lega e leader del principale partito di opposizione dopo il Movimento 5 stelle, fu molto critico della gestione dell'ordine pubblico in quell'occasione: "Tifosi olandesi devastano Roma. Il Prefetto di Roma dovrebbe dimettersi, il suo capo Alfano dovrebbe dimettersi e chiedere scusa", scrisse sui social.

Lo stesso tono aveva tenuto Roberto Calderoli, esponente leghista e allora vice presidente del Senato, oggi ministro degli Affari regionali. "Chi è preposto alla tutela dell'ordine pubblico e chi dovrebbe guidare la città devono andarsene a casa subito", disse Calderoli, "Se a difenderci dal terrorismo deve essere chi non riesce nemmeno a controllare l'aggressione, peraltro preannunciata, di qualche ubriaco siamo messi veramente male".

Cosa hanno detto Salvini e i politici dell'opposizione sugli scontri di Napoli

Oggi, quando gli scontri a Napoli sono iniziati e le immagini hanno iniziato a circolare su Internet, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha invece evitato di dare la responsabilità al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Schifosi. Questi non sono tifosi, sono criminali, delinquenti. Chissà se in Germania farebbero lo stesso casino… Massima solidarietà e sostegno alle Forze dell'ordine", ha scritto Salvini sui social.

Il partito di Salvini, la Lega, in una nota ha anzi elogiato il ministro Piantedosi: "Che sia il governo tedesco a pagare i danni. Aveva ragione il ministro Piantedosi a chiedere di vietare la trasferta a questi teppisti", hanno detto in una nota i leghisti. Al contrario, l'opposizione ha chiesto che Piantedosi si presenti in Parlamento per spiegare come ha gestito la situazione.

Dario Carotenuto, deputato del Movimento 5 stelle, ha detto che "questi scontri erano facilmente prevedibili" e ha chiesto che "il ministro riferisca in Aula su questa gestione della trasferta dei tifosi tedeschi". Carlo Calenda, leader di Azione, ha scritto: "Quando ti serve un ministro degli Interni equilibrato trovi un "questurino", quando ti serve un Ministro "questurino" trovi il nulla. Altro che legge e ordine".

La misura adottata dal ministro nei giorni precedenti alla partita era stata quella di vietare l'ingresso allo stadio Maradona per i tifosi tedeschi. Così facendo, però, non si è evitato che ci fossero scontri nelle strade della città.

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