Pensioni, chi dovrà aspettare i 70 anni per lasciare il lavoro

L'ultimo rapporto dell'Istat sull'andamento demografico dell'Italia registra diversi cambiamenti in linea con quelli degli ultimi anni: nel Paese scende la fecondità (cioè il numero di figli per donna), aumentano le emigrazioni verso l'estero, e in più con l'invecchiamento della popolazione aumenta la speranza di vita. Quest'ultimo aspetto è importante perché proprio sull'aspettativa di vita si calcola l'età pensionabile. Così, nei prossimi anni (a meno che il governo non intervenga) si comincerà ad andare in pensione più tardi. E si prevede che, più o meno quando i giovani di oggi si staranno avvicinando alla pensione, si arriverà fino alla soglia dei 70 anni.
L'Istituto ha rilevato un invecchiamento dei lavoratori e lavoratrici. Ci sono sempre meno giovani, dato che le nascite sono in calo da anni, e in più spesso i percorsi di istruzione più lunghi ritardano l'ingresso nel mondo del lavoro. Al contrario, tra gli over 55 c'è il tasso di occupazione più alto. E uno dei motivi di questo risultato è proprio che le riforme al sistema pensionistico, a partire dal governo Monti e anche negli ultimi anni, hanno reso sempre più difficile accedere alla pensione.
È noto che, per come è cambiata l'aspettativa di vita degli italiani, dal 2027 l'età pensionabile dovrebbe aumentare di tre mesi. Ciò che si tiene in considerazione infatti è la speranza di vita a 65 anni, ovvero quanto tempo ci si può aspettare che viva una persona già arrivata a quell'età. Oggi quell'aspettativa è salita a 21,2 anni, la più alta di sempre.
Dunque, come prevede il sistema pensionistico italiano, i requisiti per lasciare il lavoro dovrebbero salire. Per la pensione di vecchiaia non più 67 anni, ma 67 anni e tre mesi. E per la pensione anticipata, o di anzianità, non più 42 anni e dieci mesi di contributi, ma 43 anni e un mese (sempre un anno in meno per le donne). A decidere sarà comunque il governo Meloni, che deve varare un decreto apposito entro la fine dell'anno, e che si è impegnato a bloccare questo aumento. Alcuni nell'opposizione e tra i sindacati hanno chiesto anche che il sistema venga cambiato, dato che quando si alza l'aspettativa di vita da una parte cresce l'età pensionabile, e dall'altra viene anche ridotto l'assegno.
Ipotizzando che il governo non intervenga e la legge non cambi, però, è già possibile fare delle proiezioni per i prossimi anni sulla base delle stime dell'Istat. Considerando come cambierà l'aspettativa di vita nei prossimi anni, e che le normative prevedono di aggiornare l'età pensionabile ogni due anni, si potrebbe arrivare alla soglia dei 68 anni di età per la pensione già nel 2037. Il ‘gradino' successivo, dei 69 anni, scatterebbe nel 2051.
Infine si potrebbe andare in pensione a 70 anni dal 2067 in poi. Questo significa che i nati da 1997, che oggi hanno meno di trent'anni e in molti casi sono entrati da pochi anni nel mondo del lavoro – o stanno ancora cercando di entrarci, almeno in modo stabile – potrebbero essere i primi a dover aspettare fino ai 70 anni per la pensione.