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Putiniani e rossobruni: gli strani compagni di viaggio del M5s alla manifestazione per la pace

Alla manifestazione contro il riarmo del Movimento 5 Stelle parteciperà anche la sinistra, quella pacifista e che sostiene un’autonomia europea di fronte agli scenari di conflitto. Ma in fondo alla manifestazione non mancherà chi scommette sulla capitolazione dell’Ucraina e sul trionfo di Putin.
A cura di Valerio Renzi
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Il prossimo sabato a Roma si terrà la manifestazione del Movimento 5 Stelle per dire "No al riarmo". Una manifestazione aperta anche ad altre forze sociali e politiche, e che sta vedendo l'adesione dietro invito di Giuseppe Conte, di una parte importante della sinistra più o meno radicale. Porteranno il loro saluto Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per Alleanza Verdi e Sinistra che ha aderito, ci sarà una delegazione dell'Arci e una dell'Anpi.

Dal palco parleranno il direttore del Fatto Marco Travaglio, lo storico e divulgatore Alessandro Barbero, il rettore dell'università per stranieri di Siena Tomaso Montanari, la Rete dei Numeri Pari e il direttore di Greenpeace Giuseppe Onufrio. Ci sarà poi Michele Santoro, con tutta la compagnia già partecipe della fallimentare lista Pace, Terra, Dignità. Conte in mancanza di personalità di area, si è affidato in gran parte ai reduci della lista di Santoro come Vauro, Raniero La Valle, Ginevra Bompiani, Moni Ovadia per comporre il cartellone. Ci sarà poi l'immancabile analista tv Alessandro Orsini e l'ex ambasciatrice Elena Basile.

Guardando più a sinistra ancora ha aderito e avrà un suo spezzone Rifondazione Comunista, mentre l'Unione Sindacale di Base manifesterà sempre a Roma, ma per conto suo in piazza Santi Apostoli. Tutti uniti per dire no alle spese militari e ai venti di guerra che spirano in Europa. Non ci saranno invece al momento le associazioni del pacifismo italiano, scomode in una manifestazione percepita troppo di partito, e la Cgil non aderirà formalmente anche se molti dirigenti andranno a salutare (non ci sarà però Maurizio Landini).

Ma ancora più in fondo, lontano dal dibattito politico, la manifestazione sarà anche il banco di prova per un pezzo "dell'area del dissenso" e per la galassia della sinistra sovranista di farsi vedere in una piazza. Parliamo in special modo dell'appello lanciato da Ottolina.tv, il media piattaforma dell'ex giornalista di report Giuliano Marrucci, e da altre realtà come il think tank La Fionda. Ottolina è un contenitore di dirette e rubriche, che dedica molto spazio ai temi "geopolitici", non nascondendo un esplicito sostegno alle ragioni dell'imperialismo della Russia nella guerra con l'Ucraina. In molti casi è difficile trovare la linea di demarcazione tra la propaganda e la "contro informazione".

Ottolina e compagnia si ritroveranno dietro lo striscione "Tutti a Casa". Non si tratta del "Vaffa" del grillismo delle origini, ma dell'idea di licenziare "i responsabili della disfatta europea nella guerra per procura in Ucraina". Chi ha "perso la guerra", è l'idea di Marrucci e soci, deve farsi da parte e per questo propone la costituzione di un "comitato di liberazione nazionale". "Esiste un principio non scritto, forse perché è talmente palese che scriverlo non sembrava necessario: chi porta un Paese in guerra, se poi quella guerra la perde deve andare a casa, oppure finire a testa in giù: non è questione di vendetta; è questione di sanità pubblica", ha spiegato Marrucci lanciando il suo appello.

Se l'accusa di essere "filo Putin" rivolta in questi anni verso le forze di sinistra e pacifiste, quanto nei confronti del Movimento 5 Stelle, è quanto mai strumentale, in questo caso possiamo serenamente dire che i diretti interessati è un'etichetta non disdegnano. Nonostante il M5S abbia votato per sostenere l'Ucraina, la piazza lanciata da Conte si è presentata come un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Perché al di là dei voti parlamentari e dell'Ucraina, tra la sinistra sovranista e il Movimento di Conte ci sono dei punti di convergenza, primo tra tutti una chiarissima gerarchia tra diritti sociali e diritti civili, con uno scarso interesse per le istanze del transfemminismo, e una certa consonanza con la destra su migrazioni, sicurezza e politicamente corretto. Se Ottolina dice nel suo appello che "non è il momento di dividersi tra trumpisti e anti trumpisti", Conte interrogato in merito non è riuscito a dire di preferire Biden a Trump.

Lo scorso sabato Ottolina ha riempito la Sala del Cinema l'Aquila a Roma, con annesse polemiche per la presenza in cartellone della fumettista di estrema destra Pubble, e per gli inviti a discutere online a Diego Fusaro e Marco Rizzo. Un incontro che doveva essere un'assemblea politica, ma è sembrato più uno show senza la possibilità di discutere o confrontarsi. Interessante notare come sul palco del M5S interverranno diverse delle personalità che hanno partecipato all'incontro di Ottolina come Pino Arlacchi e Angelo D'Orsi.

Sicuri che la presenza di questi gruppi piuttosto marginali non oscuri le ragioni della manifestazione contro il piano di riamo europeo, vale la pena però sottolineare che ogni tanto il M5S dovrebbe fare più attenzione a chi sono i propri compagni di viaggio. Sarà interessante vedere chi risponderà all'appello di Marrucci, che sta tentando di affacciarsi in politica dopo aver costruito un seguito importante online e una media indipendente che funziona. Non è detto che uscendo dalle camerette delle dirette su Twitch o Youtube il risultato sia altrettanto soddisfacente.

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