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Prodi si scusa con la giornalista Lavinia Orefici e ammette la tirata di capelli: “Ho commesso un errore”

Romano Prodi si è scusato con la giornalista Lavinia Orefici, dopo lo scambio tra i due sul Manifesto di Ventotene, che lo aveva portato ad afferrare una ciocca di capelli della cronista: “Il gesto che ho compiuto appartiene ad una mia gestualità familiare. Mi sono reso conto, vedendo le riprese, di aver trasportato quasi meccanicamente quel gesto in un ambito diverso. Ho commesso un errore e di questo mi dispiaccio”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Fonte: Ansa
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Alla fine, dopo gli attacchi ricevuti negli ultimi giorni, l'ex premier Romano Prodi si è scusato con la giornalista di Quarta Repubblica, che sabato scorso gli aveva posto una domanda sul Manifesto di Ventotene, che gli aveva fatto perdere le staffe.

"Ritengo sia arrivato il momento di chiarire alcune cose rispetto a quanto accaduto Sabato, 22 marzo, a margine della presentazione del mio ultimo libro. Il gesto che ho compiuto appartiene ad una mia gestualità familiare. Mi sono reso conto, vedendo le riprese, di aver trasportato quasi meccanicamente quel gesto in un ambito diverso. Ho commesso un errore e di questo mi dispiaccio. Ma è evidente dalle immagini e dall'audio che non ho mai inteso aggredire, né tanto meno intimidire la giornalista".

"Questa vicenda mi offre l'occasione per una riflessione che forse è utile. Penso sia un diritto di ciascuno, non importa affatto quale ruolo abbia ricoperto nella vita, rivendicare la propria storia e la propria onorabilità e non accettare, come un destino inevitabile, la strumentalizzazione e persino la derisione dilaganti, anche grazie alla potenza della Rete. Come se un'intera vita non contasse, come se il futuro non esistesse", ha scritto in una nota l'ex presidente del Consiglio.

Il programma Di Martedì ha trasmesso il video che documenta scambio tra i due, e l'inquadratura mostra inequivocabilmente il gesto di Prodi: il Professore afferra una ciocca di capelli della giornalista, accompagnandola con la frase irritata "Ma lo so benissimo signora, non son mica un bambino, sa?".

Lavinia Orefici gli aveva letto un passaggio del Manifesto di Ventotene, chiedendo a Prodi se lo condivideva. Si trattava di un passaggio in cui Ernesto Rossi e Altiero Spinelli scrivevano che "La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso, non dogmaticamente in linea di principio".

Prodi aveva risposto subito con una domanda "Ma che cavolo mi chiede? Io ho mai detto una roba del genere in vita mia?". Quando Orefici gli aveva fatto notare che si trattava comunque di una frase estrapolata dal Manifesto di Ventotene, Prodi aveva reagito con un tono canzonatorio, toccando la ciocca di capelli della cronista, provando poi a contestualizzare quel testo: "Era nel 1941, gente messa in prigione dai fascisti. A cosa pensavano secondo lei, al trattato dell'articolo secondo della Costituzione? Dico, ma il senso della storia ce l'ha lei, o no?".

Prodi in un primo momento aveva provato a minimizzare l'accaduto, negando di aver tirato i capelli all’inviata, nonostante le immagini, ora virali, dimostrino il contrario. Inizialmente il fondatore dell'Ulivo aveva parlato di un gesto di "affetto", spiegando di aver semplicemente poggiato una mano sulla spalla della donna.

La cronista di Quarta Repubblica in una nota aveva raccontato così l'episodio sgradevole: "Ho sentito la sua mano tra i miei capelli, per me è stato scioccante".

Ma l'ex leader dem in prima battuta si era rifiutato di chiederle scusa: "Non c’è proprio niente da chiarire. Voi sapete benissimo il rapporto che ho con i giornalisti, poi che se si vuole creare l’incidente nei confronti di un vecchio professore lo si faccia pure e io gioisco", aveva detto ai cronisti che lo avevano intercettato al Parlamento europeo a Bruxelles. Secondo lui le accuse erano sproporzionate. "Il tempo chiarisce tante cose… Si scambia l'affetto con l'aggressione". Oggi invece Prodi ha voluto mettere la parola fine alla vicenda.

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