Ok da Parlamento Ue alla relazione sulla difesa, la maggioranza si spacca: diviso anche il centrosinistra

Il Parlamento europeo ha approvato oggi il Rapporto sull'attuazione della politica di difesa e sicurezza comune con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astenuti. Al momento del voto i partiti italiani di maggioranza si sono spaccati, con Forza Italia a favore, Lega contraria e Fratelli d'Italia che si è astenuta. Tra le opposizioni, il Partito democratico ha votato sì, tranne gli europarlamentari Cecilia Strada e Marco Tarquinio che hanno optato per il no. Contrari anche il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra.
Come hanno votato i partiti italiani
In sostanza, i voti favorevoli sono stati quelli della cosiddetta maggioranza Ursula ovvero il Ppe (di cui fanno parte gli azzurri), i Socialisti (tra cui il Pd) e Renew. Una parte dei Conservatori (tranne Fratelli d'Italia) si è schierata a favore, così come buona parte dei Verdi/Ale (esclusi gli eurodeputati italiani). I voti contrari, invece, sono arrivati principalmente dai Patrioti (tra cui la Lega), dalla grande maggioranza di The Left (compresi M5s e Sinistra Italiana) e dai polacchi di Ecr . Come detto hanno votato contro staccandosi dal loro gruppo, gli indipendenti Marco Tarquinio e Cecilia Strada, eletti nel Pd e Ignazio Marino e Leoluca Orlando eletti nei Verdi.
Come era accaduto anche al voto dell'Eurocamera sul piano di riamo, i partiti di governo si sono divisi, mentre il Pd questa volta ha tenuto. La linea data dal partito era di votare ‘no' all'emendamento del Ppe che appoggiava il piano di riarmo e sì al testo complessivo della relazione su sicurezza e difesa. L'emendamento comunque, è stato approvato dalla plenaria, entrando così nel testo finale che ha ottenuto l'okay della delegazione dem (esclusi i due indipendenti).
"Noto anche oggi una certa tendenza a confondere le acque del dibattito pubblico. Pazienza e chiarezza. Nel testo finale votato dalla delegazione del Pd e da tutto il gruppo dei socialisti e democratico c'è ReArm Europe, ed è motivo di grande soddisfazione per la responsabilità dimostrata da parte di tutti", ha commentato la vicepresidente dell'Europarlamento Pina Picierno. "In linea coi socialisti europei, il voto a Strasburgo su una relazione equilibrata e solida per la difesa di oggi e di domani è un passo avanti significativo. Stare dove è giusto, tra le grandi forze, contro i no della destra", ha aggiunto il senatore dem Filippo Sensi.
I capigruppo di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia e il capo delegazione Pd al Parlamento Europeo Nicola Zingaretti hanno attaccato la maggioranza per essersi spaccata sulla difesa. "Dunque, qual è la linea del governo? Stiamo parlando del ruolo dell'Europa, della difesa comune, di come si pone l'Italia sui principali dossier diplomatici", hanno dichiarato in una nota. "Abbiamo due conflitti alle porte e minacce economiche da oltre Oceano: non è tempo di equilibrismi, né incertezze. Serve un governo capace di decidere la collocazione internazionale di una delle grandi potenze mondiali. Un governo diviso fa l'Italia più debole".
Il M5s invece, ha rivendicato il voto contrario definendo il rapporto sulla difesa "un inno alla guerra che chiede ai Paesi membri di preparare le famiglie e i giovani con esercitazioni e iniziative che facciano partecipare la società civile a questo sforzo bellico", si legge in una nota diffusa dalla delegazione pentastellata. "Vergognoso inoltre l'approvazione dell'emendamento del Ppe che accoglie con favore il piano RearmEu della Commissione europea che stanzia ben 800 miliardi per l'escalation militare e porterà a dolorosi tagli alla spesa sociale e agli investimenti", hanno dichiarato i 5s, che hanno rilanciato la manifestazione del 5 aprile. "Saremo in piazza con migliaia di cittadini per suonare la sveglia a quest'Europa della guerra e delle armi".
Cosa dice la relazione sulla difesa approvata all'Eurocamera
Nella relazione sulla politica di sicurezza e di difesa comune i deputati esprimono profonda preoccupazione per la posizione assunta dall'amministrazione Trump sulla guerra in Ucraina. Il testo condanna con fermezza qualsiasi tentativo di ricattare Kiev affinché si arrenda a Mosca e afferma che un possibile accordo di pace dovrà rispettare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, oltre che essere accompagnato da garanzie di sicurezza solide e credibili per scoraggiare future aggressioni russe. Nel rapporto è stato ricompreso anche l'emendamento che "accoglie con favore il piano ‘Rearm Europe'" presentato da Ursula von der Leyen.
I deputati hanno appoggiato gli sforzi della Nato e approvato le conclusioni del Consiglio europeo del 20 marzo 2025. Nella risoluzione viene inoltre sottolineata la necessità di un coordinamento efficace sulla deterrenza e di una collaborazione tra Ue e Nato per sviluppare capacità di difesa e per rafforzare la capacità produttiva dell’industria militare europea. Il Parlamento Ue inoltre, ha auspicato che la Commissione aumenti il debito comune per assicurare all'Ue la capacità fiscale necessaria a fronteggiare eventuali crisi.