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Migranti, l’appello dei Radicali: “Italia sospenda gli accordi con la Libia. Basta essere complici”

Se l’Italia vuole tornare a farsi garante dei diritti inviolabili di ogni persona, deve immediatamente sospendere il memorandum. Questa trattativa ci sembra il tentativo di mettere a tacere chi contesta questo vergognoso patto, senza cambiarne la sostanza e a fronte di una incrementata richiesta di supporto da parte della Libia, ma il Governo deve avere ben chiaro che i ‘contentini’ non funzionano quando c’è in ballo la vita delle persone. Non vogliamo essere complici un giorno di più”: questo l’appello lanciato dai Radicali Italiani a una settimana dal rinnovo automatico del Memorandum Italia-Libia sui migranti.
A cura di Annalisa Girardi
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La disperazione di un migrante in un centro di detenzione in Libia (Gettyimages)
La disperazione di un migrante in un centro di detenzione in Libia (Gettyimages)

"Siamo curiosi di conoscere le ‘significative innovazioni' che il ministero degli Esteri italiano avrebbe proposto alla Libia per garantire la piena tutela dei diritti umani di rifugiati e migranti, nell'ambito del memorandum. Con il livello di violenza generalizzata che dilaga nel Paese, fino a quando l'accordo per il contenimento dei flussi migratori sarà in vigore non ci sarà modo di evitare di esporre migranti e rifugiati al rischio di abusi e maltrattamenti", commentano i Radicali Italiani attraverso il segretario e la tesoriera di partito, Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, dopo l'annuncio del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di alcune modifiche proposte all'accordo tra Italia e Libia sui migranti.

"Se l'Italia vuole tornare a farsi garante dei diritti inviolabili di ogni persona, deve immediatamente sospendere il memorandum. Questa trattativa ci sembra il tentativo di mettere a tacere chi contesta questo vergognoso patto, senza cambiarne la sostanza e a fronte di una incrementata richiesta di supporto da parte della Libia, ma il Governo deve avere ben chiaro che i ‘contentini' non funzionano quando c'è in ballo la vita delle persone. Non vogliamo essere complici un giorno di più", hanno concluso nel loro appello gli esponenti dei Radicali, che lo scorso 2 febbraio, data del rinnovo automatico del Memorandum tra Roma e Tripoli, sono scesi in piazza a protestare contro l'accordo, denunciando l'appoggio di tutta l'Unione europea al sistema dei centri di detenzione libici.

"Troviamo paradossale che, in attesa di un ritorno della Libia a una maggiore stabilità, il memorandum sia lasciato così com'è. Se non può essere modificato, può essere invece sospeso. Siamo consapevoli che equilibri e relazioni internazionali non sono materia facile, specie in un momento in cui il Medio Oriente è estremamente fragile, ma le manovre della geopolitica non possono ignorare che qui in ballo ci sono i diritti umani, alla cui violazione stiamo contribuendo ampiamente. Lo facciamo in modo indiretto, continuando a consentire che queste avvengano", avevano detto in quell'occasione i due esponenti dei Radicali.

Il giorno dopo il rinnovo automatico, il titolare della Farnesina aveva affermato di essere pronto a rivedere l'accordo, apportando alcuni cambiamenti per garantire maggior tutela ai diritti fondamentali di migranti e richiedenti asilo. Di Maio, in una nota, aveva annunciato che l'Italia avrebbe presto presentato "al governo libico di accordo nazionale una serie di emendamenti al fine di migliorare i contenuti del memorandum bilaterale in materia migratoria del 2017, con particolare riguardo al rispetto dei diritti di migranti e richiedenti asilo".

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