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Migranti, cosa chiederà Draghi al Consiglio europeo

Il presidente del Consiglio Draghi porrà la questione della “solidarietà” europea sui migranti al prossimo Consiglio europeo, lunedì e martedì: “Il meccanismo di riallocazione” dei migranti “nelle discussioni europee è stato messo a dormire da un po’ di tempo: lo riproporrò nel Consiglio europeo di lunedì, occorre tornare a discutere di questo, lo avremo all’odg di un altro Consiglio europeo ma bisogna assolutamente trovare un accordo”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha chiesto con urgenza all'Unione europea di discutere della questione sbarchi, sollecitando una maggiore collaborazione dagli altri Paesi Ue, soprattutto nelle redistribuzioni dei migranti. Il tema sarà discusso al prossimo Consiglio Ue, lunedì e martedì a Bruxelles. Ieri la commissaria Johansson ha sottolineato l'importanza di non lasciare l'Italia da sola, prospettando un accordo di Malta 2, cioè un temporaneo patto di redistribuzione delle quote, su basa volontaria, sulla base di quello siglato a La Valletta nel 2019, in attesa di una riforma complessiva a livello europeo, specificando che "è fondamentale che l'Italia riceva la solidarietà europea". 

L'Europa ha promesso inoltre di premere per un accordo con la Libia, che potrebbe portare a una riduzione delle partenze. L'accordo si baserebbe su tre punti: un nuovo partenariato, sul modello di quello siglato il 30 agosto 2008 con l'allora presidente libico Gheddafi; un rafforzamento del controllo della frontiera a Sud della Libia, da cui passa la principale rotta migratoria, con i migranti provenienti da Ciad e Nigeria; una maggiore collaborazione con la cosiddetta Guardia costiera libica.

Cosa chiederà Draghi all'Ue

Al prossimo Consiglio intanto il premier Draghi chiederà di discutere di migranti, un dossier che per il momento era stato accantonato per via della pandemia. Il tema degli arrivi e di un meccanismo di ricollocazione dei migranti sarà probabilmente anche all'ordine del giorno di un altro Consiglio, a fine giugno. Draghi chiederà di arrivare a un accordo che ruoti attorno a tre pilastri: "Un intervento economico del paese interessato e dell’Ue nel complesso" per frenare le partenze; "Cooperazioni bilaterali con i paesi di partenza e tra l’Ue e i paesi di partenza"; e ancora "Bisogna riprendere i corridoi umanitari e devono essere efficaci"; "Il meccanismo di riallocazione" dei migranti "nelle discussioni europee è stato messo a dormire da un po' di tempo: lo riproporrò nel Consiglio europeo di lunedì, occorre tornare a discutere di questo, lo avremo all'odg di un altro Consiglio europeo ma bisogna assolutamente trovare un accordo", ha detto il premier durante la conferenza stampa, annunciando un cambio di passo.

Accordo Italia-Tunisia

Ieri la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese è volata a Tunisi insieme alla commissaria Ue Ylva Johansson per discutere dei flussi migratori con il presidente della Repubblica Kais Saied e con il capo del governo del Paese africano, Hichem Mechichi, che mantiene anche l'interim del ministero dell'Interno. L'estate alle porte e l'aumento degli sbarchi hanno sollecitato l'intervento dell'Unione europea per cercare di contenere le partenze, in un momento in cui il Paese nordafricano è in piena crisi economica.

"Sono in Tunisia con la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese. L'Ue deve collaborare con i Paesi partner per ridurre le partenze irregolari, gestire la migrazione ed esaminarne le cause, in particolare le conseguenze economiche della pandemia", ha scritto in un tweet la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson.

Al termine della visita sono stati fissati due punti: maggiore flessibilità sui rimpatri dei tunisini arrivati in Italia per motivi economici, e che quindi non hanno il diritto di restare, e una ‘linea diretta' tra le autorità italiane e quelle tunisine per segnalare tempestivamente la partenza delle barche di migranti dalle coste. L'impegno del nostro Paese è anche quello di continuare a supportare la Tunisia con la riparazione e manutenzione delle motovedette. L'accordo Italia-Tunisia prevede un massimo di 80 rimpatri settimanali da fare con due voli, il martedì ed il giovedì, anche se le autorità di Tunisi hanno aperto a voli supplementari in caso di necessità. Quello che cambia, dopo i colloqui di ieri, è la possibilità per l'Italia di organizzare i voli anche in giorni diversi, in modo che siano sempre il più possibile pieni.

I colloqui di ieri sono idealmente una prosecuzione di una prima missione congiunta Ue-Italia, effettuata lo scorso 17 agosto, in cui sono state poste le basi di un accordo complessivo di partenariato strategico tra l'Unione europea e la Tunisia finalizzato al controllo dei flussi migratori irregolari, al contrasto alla rete criminale che sfrutta il traffico di esseri umani, al potenziamento dei canali regolari di immigrazione nell'Ue e allo sviluppo delle attività economiche in Tunisia, attraverso l'arrivo di finanziamenti.

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