video suggerito
video suggerito
Opinioni

Mentre Pd e Pdl scioperano, Grillo si riprende il Movimento (e il Paese)

Mentre la maggioranza era impegnata in un surreale dibattito sulla sospensione del Parlamento, Grillo riportava la discussione sulla Terra. Spiegando che il Paese non può più aspettare…
339 CONDIVISIONI
Immagine

Quanto la giornata di oggi sia destinata ad incidere sugli equilibri politici non è ancora dato sapere. Di certo si è trattato di una cesura netta, estremamente significativa nel cammino finora tutto sommato lineare del Governo Letta. Per la prima volta una forzatura evidente del Popolo della Libertà su un tema delicatissimo come quello del ventennale duello con la magistratura trova una sponda nel Partito Democratico (chiaramente al netto delle ricostruzioni più o meno verosimili sul "consociativismo della Seconda Repubblica"). Perché per quanto Epifani abbia provato a smarcarsi, il voto dei parlamentari democratici per la sospensione della seduta grida vendetta. Scrive il segretario democratico:

La richiesta di sospendere i lavori del Parlamento per tre giorni, a seguito delle decisioni della Corte di Cassazione, costituisce un atto irresponsabile e inaccettabile, che unisce ambiti che vanno rigorosamente tenuti distinti, quello giudiziario e quello parlamentare. Il Pd non si è prestato né si presterà mai ad una logica di questo segno. La vicenda giudiziaria di Berlusconi e le attività di Governo e Parlamento sono sfere che vanno tenute distinte l'una dall'altra, perché altrimenti, a furia di tirare, la corda si può spezzare con scelte irresponsabili verso la condizione del paese e la sua crisi drammatica

La cosa paradossale è che tale dichiarazione arrivava pochissimi minuti dopo il voto favorevole del Pd alla "sospensione pomeridiana per permettere lo svolgimento della riunione del gruppo del Pdl". Una posizione francamente surreale, proprio perché tesa a trovare una inutile mediazione: il punto non è il blocco di 4 ore anziché 16, la questione è di principio e sostanza. Se cioè è accettabile che i parlamentari possano bloccare il Parlamento in risposta alle deliberazioni di un organo giudiziario. Se cioè si può consentire che la guerra dei vent'anni esondi (nuovamente) nelle Aule parlamentari. Infine se, davvero in ultima istanza, i democratici possono legittimare l'idea che la pacificazione nazionale equivale al salvacondotto per vicende giudiziarie individuali.

E il confronto con la contemporanea mobilitazione dei 5 Stelle è imbarazzante. I grillini, infatti, hanno fatto ciò che ogni opposizione responsabile e coesa dovrebbe fare in questi casi: una contestazione secca, dura nei toni e corroborata da una riflessione di senso sulla centralità del Parlamento. Il tutto mentre contemporaneamente Beppe Grillo ritrovava lo spirito "dei vecchi tempi" e, lasciando da parte un personalismo che spesso sconfina nel bonapartismo, analizzava con lucidità ed emotività una situazione che dovrebbe preoccupare le forze politiche ben più delle vicende giudiziarie di Berlusconi.

E, mentre Brunetta e Schifani scioperavano, il capo politico del Movimento rimaneva il solo a dire che il Paese vive una crisi senza precedenti, economica, politica e sociale. Contro la quale occorre agire in fretta, senza continuare a rimandare. Senza continuare a rimanere bloccati dalle vicende personali del Cavaliere. E, per paradossale che possa sembrare, nel Pd sembra averlo capito solo Letta, che nel question time di queste ore ha parlato dei veri problemi del Paese: lavoro, reddito e ancora lavoro.

339 CONDIVISIONI
Immagine
A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views