Meloni è “preoccupata” per i dazi, ma non vuole “allarmismi”. Schlein e Conte: “Segua esempio della Spagna”

La premier Giorgia Meloni torna a parlare dei dazi, e lo fa dopo che il governo ieri sera ha chiarito la linea che intende tenere rispetto alle tariffe imposte dal presidente Usa Donald Trump. I dazi reciproci del 10% scatteranno per tutti dal 5 aprile, e aumenteranno a seconda dei Paesi dal 9 aprile. All'Unione europea il presidente Usa ha imposto tariffe del 20%, mentre sono del 25% quelle su auto non prodotte negli Stati Uniti, acciaio e alluminio, che sono già partite.
La premier, dopo aver ammesso che i dazi di Trump sono "sbagliati", ha ribadito che sarebbe un errore rispondere ai dazi con altri dazi, e ha illustrato ieri sera le proposte che l'Italia porterà a Bruxelles, per affrontare la situazione. La premier suggerirà a Ursula von der Leyen di eliminare "i dazi che l'Unione Europea si è autoimposta", con riferimento alle "regole ideologiche non condivisibili sul settore dell'automotive del Green Deal", ma anche sull'energia, e chiederà una maggiore semplificazione delle regole, oltre a una "revisione del patto di stabilità" che secondo Meloni "a questo punto sarebbe necessaria".
L'esecutivo è comunque convinto che l'Italia non dovrà trattare da sola, perché la politica commerciale è "di competenza esclusiva della Commissione europea", come ha sottolineato il ministro del Made in Italy Urso, dunque non si cercherà un'interlocuzione diretta con l'amministrazione Trump. A questo proposito il vicepremier Tajani ieri ha consegnato al commissario Ue per il Commercio, Maros Sefcovic, una lista di una trentina di prodotti italiani, fra cui il compito dei motocicli e la gioielleria, "sui quali bisogna intervenire affinché possano essere tutelati".
Meloni oggi ha ribadito che la questione dazi è sì una questione aperta, ma non bisogna drammatizzare: "Sono ovviamente preoccupata, è un problema che va risolto. Non ne farei la catastrofe che sto ascoltando in questi giorni che mi preoccupa, per paradosso, più del fatto in sé. Parliamo di un mercato importante, quello Usa, che vale circa il 10% della nostra esportazione. Non smetteremo di esportare negli Usa, quindi è sicuramente un problema che dobbiamo risolvere ma attenzione all'allarmismo che sto vedendo in queste ore", ha detto a margine della sua visita a Ortona, in Abruzzo.
"Il governo è al lavoro – ha aggiunto -, sta facendo uno studio sull'impatto settore per settore, vedrà la settimana prossima i rappresentanti di tutte le categorie produttive per confrontare le nostre valutazioni con le loro. Ragioniamo insieme per capire quali possano essere le soluzioni, a livello italiano, europeo e in una trattativa che va aperta con gli Stati Uniti per cercare soluzioni e arrivare a rimuovere tutti i dazi e non a moltiplicarli".
"Queste ovviamente sono trattative che si fanno in due e… Non credo che sia una questione di speranza, io credo che sia quello che va fatto per l'interesse nostro, l'interesse della nostra economia, per l'interesse europeo, per l'interesse occidentale. Quindi perseguo quello che ritengo sia più giusto. Non penso che in una fase come questa sia più utile divaricare ulteriormente. Credo che una cosa utile da fare sia continuare a cercare delle soluzioni comuni perché alla fine, altrimenti, ci indeboliamo tutti".
Schlien: "Spagna dà 14 miliardi alle imprese, Meloni qui minimizza"
"Siamo preoccupati dalla guerra commerciale annunicata da Donald Trump. Un Paese con vocazione all'export come il nostro rischia di pagare un prezzo altissimo. Spiace notare l'ambiguità del governo Meloni che ci fa trovare impreparati a questa sfida. Il governo spagnolo ha messo in campo 14 miliardi di euro per proteggere famiglie e imprese dalla guerra commerciale. Qui in Italia, Meloni usava il condizionale fino a ieri", ha detto Elly Schlein all'assemblea nazionale di Ali. "Noi chiediamo subito risposte al governo in una cornice unitaria europea. Serve anticipare gli effetti di questi dazi", aggiunge Schlein.
Conte: "Spagna ha annunciato subito un piano, Meloni perde tempo"
"In risposta ai Dazi degli Stati Uniti la Spagna ha annunciato subito un piano da 14 miliardi a protezione di imprese e posti di lavoro. E lì hanno bollette piu' basse per imprese e famiglie, salario minimo legale. Noi invece abbiamo Giorgia Meloni che gli stipendi li ha aumentati solo a Ministri e sottosegretari, che ci dice che non dobbiamo fare drammi e allarmismo sui Dazi e che ‘la prossima settimana' incontrera' le imprese. Con calma, ci pensa Giorgia. Ha avuto fretta solo a dire si' in Consiglio europeo a un folle Piano di Riamo. Domani tutti in piazza a Roma. Fermiamoli", ha scritto sui social il presidente del M5s Giuseppe Conte, rilanciando la notizia dell'annuncio, da parte del governo spagnolo, del "fondo da 14,1 miliardi di euro per i settori colpiti dai dazi Usa".
"Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti si devono dare una mossa. Come è possibile convocare oggi un Cdm sul ddl sicurezza di fronte al tracollo finanziario delle borse? Serve un piano immediato di risposta ai dazi, siamo già reduci da 24 mesi di crollo dell’industria. La Spagna ha già messo sul piatto delle sue imprese 14 miliardi, ne basterebbero la metà per ripristinare il Fondo centrale di Garanzia per dare liquidità immediata agli imprenditori. Negoziate con l’Ue una garanzia pubblica il più alta possibile nel più breve tempo possibile, come facemmo noi in pandemia. Datevi una mossa!", ha detto il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.