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Meloni dopo il vertice di governo: “Sbagliato rispondere ai dazi con altri dazi. Non è una catastrofe”

La premier Meloni spiega in un’intervista la linea del governo italiano sui dazi: “Rispondere con altri dazi non è la scelta migliore”. Secondo la presidente del Consiglio si deve “aprire una discussione franca, nel merito, con gli americani con l’obiettivo di arrivare a rimuovere i dazi, non a moltiplicarli”.
A cura di Annalisa Cangemi
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"Non è una catastrofe". La presidente del Consiglio Meloni non vuole creare allarmismi e minimizza l'impatto che avranno i dazi reciproci del 10% annunciati da Trump, che per tutti scatteranno dal 5 aprile, e che aumenteranno a seconda dei Paesi dal 9 aprile. In particolare il presidente Usa ha imposto tariffe del 20% per l'Ue, mentre sono del 25% quelle su auto non prodotte negli Stati Uniti, acciaio e alluminio, già entrati in vigore.

Se la presidente Ursula von der Leyen parla di "colpo all'economia globale" che avrà "conseguenze terribili su milioni di persone", e aggiunge che l'Ue reagirà con il primo pacchetto di contromisure che dovrebbero scattare dal 15 aprile, la premier Meloni si ostina a dire che "rispondere con altri dazi non è la scelta migliore, perché l'impatto potrebbe essere maggiore sulla nostra economia rispetto a quello che accade fuori dai nostri confini". Bisogna piuttosto negoziare, "aprire una discussione franca, nel merito, con gli americani con l'obiettivo, dal mio punto di vista, di arrivare a rimuovere i dazi, non a moltiplicarli", ha spiegato in una intervista al Tg1.

La linea del governo italiano per rispondere ai dazi

Oggi dopo l'annuncio dei nuovi dazi, arrivato ieri sera, la presidente del Consiglio ha convocato un vertice di governo, a cui hanno partecipato i ministri dell'Economia Giancarlo Giorgetti, delle Imprese Adolfo Urso, degli Affari europei Tommaso Foti, dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, e i due vicepremier e ministri Matteo Salvini e Antonio Tajani. E questa sera Meloni ha illustrato la linea che l'esecutivo ha deciso di seguire, e cioè appunto trattare con Donald Trump, per far sì che tolga i dazi, non reagendo con contromisure che potrebbero avere un effetto boomerang sull'Italia.

Ma ha ribadito anche che la scelta degli Stati Uniti è "sbagliata" e non favorisce "né l'economia europea né quella americana. Ma – ha rimarcato la premier a voler allontanare i timori, anche dei mercati che oggi hanno bruciato miliardi – penso che non dobbiamo alimentare l'allarmismo che sto sentendo in queste ore". Il mercato degli Stati Uniti, è il ragionamento della premier, è "importante" per le esportazioni italiane, e vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni. Anche per questo, nonostante i dazi, il nostro Paese "non smetterà" di esportare negli Stati Uniti: "Abbiamo un altro problema che dobbiamo risolvere ma non è la catastrofe che alcuni stanno raccontando", ha aggiunto ancora Meloni, con un chiaro riferimento all'Unione europea.

Quali sono le proposte che Meloni porterà in Ue

"Il ruolo dell'Italia è portare gli interessi italiani, particolarmente in Europa. Perché mentre noi trattiamo con gli americani, rimane che ci sono molte cose che possiamo fare per rimuovere i dazi che l'Unione Europea si è autoimposta. Cito ad esempio le regole ideologiche non condivisibili sul settore dell'automotive del Green Deal, l'automotive oggi è colpito dai dazi; cito l'energia che è un fattore di competitività sul quale dobbiamo avere molto più coraggio; cito la semplificazione perché siamo soffocati dalle regole; cito il Patto di stabilità, forse una revisione del patto di stabilità a questo punto sarebbe necessaria", ha detto ancora la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista al Tg1. "Queste sono le proposte che l'Italia porterà in Europa ed è possibile che non siano perfettamente sovrapponibili con i partner ma abbiamo il dovere di farlo".

Urso a Fanpage.it: "La politica commerciale è di competenza esclusiva della Commissione Ue"

Oggi pomeriggio, al termine della task force riunita dalla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, era stato il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso a parlare in Senato, invitando alla calma, e illustrando la linea dell'esecutivo: "La prima regola è non farci altro male da soli, innescando un'escalation di ritorsioni che scatenerebbe una devastante guerra commerciale". Il ministro ha annunciato che "nei prossimi giorni incontreremo le associazioni di impresa per valutare insieme a loro le possibili contromisure. Sin d'ora chiediamo all'Europa di agire subito", ha sottolineato, "per restituire competitività alle imprese e tutelare il mercato interno, salvaguardare il lavoro europeo".

Urso, ai microfoni di Fanpage.it, ha ribadito che la politica commerciale è "di competenza esclusiva della Commissione europea", per cui il governo italiano si limita a indicare all'Ue la via migliore da seguire, non cercherà un'interlocuzione diretta con l'amministrazione Trump. E infatti il vicepremier Tajani oggi ha consegnato al commissario Ue per il Commercio, Maros Sefcovic, durante il loro incontro avvenuto questa mattina, "una lista di una trentina di prodotti italiani – fra cui il compito dei motocicli e la gioielleria – sui quali bisogna intervenire affinché possano essere tutelati".

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