In Cdm arriva un decreto Sicurezza ‘corretto’ con i rilievi del Colle, opposizioni: “Dov’è l’urgenza?”

Domani, 4 aprile, dovrebbe approdare in Cdm un testo che svuoterebbe di fatto il ddl Sicurezza in esame al Senato, assorbendone in parte i contenuti e apportando delle modifiche, tra le quali quelle sollecitate dal Quirinale su detenute madri, divieto di acquisto delle sim da parte dei migranti senza permesso di soggiorno e anche alcune limature sull'articolo 31 del ddl Sicurezza relativo al potenziamento dei servizi segreti, che potrebbe consentire agli 007 di collaborare con università e centri ricerca e di avere accesso ai documenti riservati di tutti gli uffici pubblici, procure comprese.
Il nuovo provvedimento che – a quanto si apprende da fonti di governo – dovrebbe arrivare dunque domani sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il ddl ora in discussione a Palazzo Madama sarebbe comunque finito su un binario morto, perché dopo l'ok del Senato sarebbe dovuto tornare alla Camera per la terza lettura per un problema di coperture finanziarie. Il ddl Sicurezza, che dovrebbe essere votato a metà aprile dall'Aula di Palazzo Madama, quindi verrebbe sostituito dal nuovo decreto del governo, che dovrebbe contenere anche le norme sullo scudo penale e il sostegno economico per le spese legali per gli agenti.
Facciamo un passo indietro: il ddl Sicurezza era stato in Consiglio dei ministri a novembre 2023, con al suo interno diverse norme bandiera del governo Meloni: si va da misure che rendono più facile lo sconto della pena in carcere per le detenute incinte o con bambini piccoli, la stretta sulla cannabis light e contro i manifestanti, per esempio i "no Ponte",
Il testo è stato approvato alla Camera, in prima lettura, a settembre 2024. Quindi il passaggio in Senato, accompagnato dalle perplessità del Colle, che aveva espresso dei rilievi nei mesi scorsi. Il governo dunque, nonostante le resistenze della Lega, aveva deciso di apportare alcune modifiche per ammorbidire il testo, per evitare che il Presidente Mattarella lo rinviasse alle Camere.
Su questi correttivi oggi un esponente di primo piano del Carroccio, il numero due dei leghisti, Andrea Crippa, ha manifestato il suo malcontento: "Io credo che debba essere la politica a fare le leggi, poi se dal Colle più alto ci rimandano indietro i testi ne prendiamo atto. Noi però eravamo più d'accordo col testo originale, non col testo edulcorato da Mattarella", ha detto a LaPresse. Poi però è arrivata una nota della Lega a correggere il tiro: "Il decreto sicurezza che approderà in Consiglio dei Ministri è il provvedimento atteso, che serve al'Italia e che soddisfa pienamente la Lega". È chiaro che Salvini ha tutta la necessità che si acceleri sul testo: con il via libera al decreto legge domani, il testo dovrebbe essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni, e Salvini potrebbe rivendicare la vittoria al congresso della Lega, previsto per sabato e domenica.
La notizia del nuovo decreto non è stata ancora confermata, e anzi un membro dell'esecutivo nel pomeriggio ha detto di non saperne nulla: "Essendo una indiscrezione non può essere confermata. Non ho notizia di provvedimenti di questo genere. È bene parlare di ciò che c'è, non di ciò che potrebbe esserci, si corre il rischio di malamente commentare ciò che non esiste", ha risposto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto (FI), ai cronisti che gli hanno chiesto conto della possibile presentazione di un decreto sicurezza che andrebbe a sostituire il ddl sicurezza in calendario per l'aula del Senato il 15 aprile.
"Ovviamente – ha precisato l'esponente governativo al termine dei lavori della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama – il governo è libero nel Consiglio dei ministri di fare quello che ritiene. Più di essere adempienti ai meccanismi dei lavori e di governo non possiamo. Ci sono dei meccanismi che devono essere rispettati e che saranno rispettati. Vedremo".
Le opposizioni in subbuglio: "Colpo di mano del governo"
"Sembra che il governo, forse già domani, intenda approvare un decreto legge che recepisca in toto o in parte i contenuti del ddl Sicurezza. Lo diciamo subito e molto chiaramente: il governo non deve nemmeno pensarci, sarebbe di enorme gravità nel metodo e nel merito, l'opposizione parlamentare e nelle piazze sarebbe più dura di sempre", hanno scritto in una nota congiunta, le senatrici e capogruppo M5s nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato Alessandra Maiorino e Ada Lopreiato. "È inaccettabile anche solo l'ipotesi che si approvino con l'ennesimo decreto legge tutte, o anche solo alcune delle norme liberticide e repressive contenute nel ddl. Altrettanto grave è che lo si faccia per aggirare la battaglia parlamentare che le opposizioni stanno portando avanti da mesi, ottenendo anche i primi risultati".
"Il colpo di mano arriverebbe addirittura dopo che la Camera ha lavorato a lungo al ddl e prima che l'aula del Senato e di nuovo la Camera, ne discutano", hanno aggiunto le senatrici M5s. "Se arriverà un decreto, le barricate fatte fino a oggi potranno solo essere più dure. In Parlamento abbiamo anche evidenziato l'incapacità delle forze di centrodestra nel gestire contenuti e procedure di esame del provvedimento. Non se la caveranno con un decreto. Forse il governo ha allergie verso la democrazia, il Parlamento e i principi costituzionali, ma le istituzioni repubblicane e le forze politiche di opposizione non gli consentiranno alcun colpo di mano".
Per Scalfarotto (Iv) è "una provocazione pensare di trasformare un ddl che è in Parlamento da un anno in una cosa che dovrebbe essere dettata da necessità e urgenza. La domanda è, se una materia viene trattata per un anno da un Parlamento, come diventa urgente?".