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Il ministro Carrozza: “Soldi alla scuola pubblica o lascio”

L’ultimatum lanciato da Maria Chiara Carrozza: “O ci sono margini per il reinvestimento nella scuola pubblica oppure devo smettere di fare il ministro dell’Istruzione”. Secondo la titolare del dicastero l’investimento “è necessario per il futuro del Paese”.
A cura di Susanna Picone
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L’ultimatum lanciato da Maria Chiara Carrozza: “O ci sono margini per il reinvestimento nella scuola pubblica oppure devo smettere di fare il ministro dell’Istruzione”. Secondo la titolare del dicastero l’investimento “è necessario per il futuro del Paese”.

Il neo ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, intervenendo a “Nove in Punto” su Radio 24, ha lanciato un messaggio piuttosto chiaro per quel che riguarda il futuro della scuola e gli investimenti necessari. Secondo Carrozza “o ci sono margini per un reinvestimento nella scuola pubblica” oppure, ha spiegato, dovrà smettere di fare il ministro dell’Istruzione.  Carrozza ha parlato di investimento definendolo “necessario per il futuro del Paese”, affermando che non ci sono altre strade disponibili. E ha lanciato l’allarme sulla situazione dell’edilizia scolastica. A tal proposito ha fatto riferimento a una “situazione drammatica”: “Dobbiamo mettere in sicurezza le nostre scuole, dobbiamo metterle in grado di proteggere i nostri bambini”, ha spiegato.

Priorità all’edilizia scolastica e bisogno di più insegnanti – Per questo c’è bisogno, prima di tutto, di un investimento nell’edilizia scolastica e poi – ha continuato – la scuola italiana ha anche bisogno di più insegnanti. Anche in questo caso il suo messaggio è chiaro: “Credo che il futuro del nostro Paese si possa giocare con un esercito di nuovi insegnanti, che davvero ci permettano di migliorare la qualità del nostro servizio”, così a Radio 24. E nel corso del suo intervento il ministro dell’Istruzione si è soffermata anche sul discorso delle scuole paritarie. “Sarebbe un disastro” – è il pensiero di Carrozza – l’ipotesi di togliere i finanziamenti pubblici alle scuole paritarie, come si propone di fare il referendum di Bologna. Carrozza ha spiegato che queste scuole coprono una parte degli studenti italiani e offrono un servizio pubblico: “Se togliessimo questi soldi metteremmo in grave difficoltà queste scuole e molti bambini non avrebbero accesso alla scuola”.

Referendum di Bologna? “Dalla parte dello Stato, dei bambini e del servizio pubblico” – Maria Chiara Carrozza ha spiegato che tra l’altro i 500 milioni di finanziamento alle scuole paritarie sono una parte dei 40 miliardi di spesa per la scuola pubblica: “Una piccola parte, che però copre laddove il sistema delle scuole statali non riesce ad arrivare”. Il ministro fa riferimento in particolare alla scuola dell’infanzia “sulla quale siamo deboli e dovremmo tornare a investire”. Il suo pensiero specifico sul referendum di Bologna? “Sto dalla parte dello Stato – ha risposto – dei bambini e del servizio pubblico. Il dibattito è ampio e credo che i promotori del referendum avessero un obiettivo più a lungo termine, anche in relazione al fatto che la scuola pubblica è stata tagliata troppo. Il dibattito mette l'attenzione sulla scuola e quindi a me piace che se ne parli. Magari poi dobbiamo anche pensare a chi deve riuscire a coprire il servizio”.

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