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Il Governo pronto allo spot: “Via l’Imu sulla prima casa”. Ma non per tutti

Il risultato del lungo braccio di ferro fra gli esponenti del Pdl e i “realisti” dell’esecutivo Letta rischia di concludersi con l’ennesimo pasticcio. Del resto, Franceschini è chiaro: “L’esenzione si farà perché è una priorità per il Pdl”.
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"Sappiamo che l'esenzione per la prima casa è una priorità per il Pdl, quindi si farà, ma in modo ragionevole". L'ultimo in ordine di tempo ad esprimersi sulla questione Imu è il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini che, in una intervista a La Stampa, aggiunge una ulteriore "giustificazione" a quello che rimane un intervento complicato ma inevitabile: la volontà politica del Popolo della Libertà di portare a casa un risultato concreto dopo settimane di bocconi amari che hanno avuto immediate ripercussioni nei flussi di consenso. Certo, aggiunge Franceschini, "per l'Imu sulla seconda casa, bisogna immaginare un trattamento differenziato per le seconde, terze, quarte o quinte case" e la logica dovrebbe portare ad una "eliminazione dell'Imu prima casa dentro un disegno complessivo della fiscalità sugli immobili che coinvolga anche i comuni", ma la sensazione è che a prevalere stavolta sarà la determinazione del Pdl. Del resto, quello contro Saccomanni sembra davvero una sorta di fuoco di sbarramento preventivo, in modo da far capire quali saranno le responsabilità nel caso di un provvedimento annacquato o peggio ancora dell'ennesimo compromesso al ribasso.

Insomma, che non ci sia spazio per valutazioni di merito ormai sembra quasi acclarato. Perché l'attenzione si è ancora una volta spostata su un provvedimento – spot piuttosto che su questioni ben più complesse ed incidenti. A cominciare dalla riforma complessiva della tassazione sugli immobili, che appare tanto ineludibile quanto destinata a naufragare (se non bastasse la complessità dell'operazione, bisogna considerare anche il successivo iter parlamentare ed i tempi biblici di alcuni passaggi fondamentali, come la rivalutazione delle rendite catastali o addirittura la sempre annunciata revisione del catasto). Ma soprattutto il rischio è che, per portare a casa un risultato tanto problematico quanto inutile (soprattutto per le famiglie a basso reddito), ci si dimentichi di ostacoli oggettivi e considerazioni di senso.

Così, persino l'ovvia constatazione dell'immediata disponibilità delle risorse derivanti da Imu ed Iva in raffronto a quanto avviene nel caso dei tagli alla spesa pubblica (che "non producono risorse subito", come avverte lo stesso Franceschini), diventa l'elefante invisibile di cui nessuno parlerà per paura di contraccolpi a livello di immagine e consenso. Stesso discorso per le altre due questioni strettamente legate alla riflessione del Governo: la necessità di conservare una forma di tassazione sugli immobili (che resta nella quasi totalità dei Paesi occidentali e non solo) e la riflessione sulle lacune "nella progressività" dell'Imu disegnata dal Governo Monti. Il punto potrebbe / dovrebbe essere proprio questo: l'equità del provvedimento e la sua incidenza sui redditi delle famiglie già duramente provate dalla crisi economica. Idee, riflessioni e ragionamenti che anche stavolta moriranno di propaganda, c'è da giurarci.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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