Il governo ha approvato il decreto crescita: ecco le novità
Nella notte è arrivato il via libera definitivo al decreto crescita. Una nota di palazzo Chigi, pubblicata verso le 2 di questa mattina, ha messo fine a un Consiglio dei ministri dove le tensioni riguardanti il salva-Roma e il caso Siri sono state protagoniste. Tuttavia non sono state le uniche questioni trattate all'interno del decreto. "Il pacchetto di misure che abbiamo messo in campo include innanzitutto una serie di norme studiate per il nostro prezioso tessuto di piccole e medie imprese, favorendone l’accesso a numerose forme di finanziamento e riducendo in modo significativo il carico fiscale che grava sulle loro spalle", ha scritto in un post su Facebook in nottata il premier Giuseppe Conte.
Fra i punti approvati si prevede "l'estensione del regime della decommercializzazione agli enti associativi assistenziali", così come la possibilità per l'Anpal, l'Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, di usufruire dei servizi offerti dalle società ‘in house', ossia quelle aziende il cui capitale è detenuto da un ente pubblico. Fra i temi trattati ci sono anche i rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche e del rinnovato coinvolgimento statale in Alitalia.
Per quanto riguarda i rimborsi, è stata approvata senza problemi la norma che ha alzato il tetto dell'indennizzo diretto da 100mila a 200mila euro. Il procedimento dei rimborsi prevede un meccanismo di risarcimento a doppio binario. Ciò significa che saranno distinte due fasce di risparmiatori da risarcire attraverso modalità differenti. Per la prima classe di risparmiatori, che il cui patrimonio si trova al di sotto del tetto di indennizzo diretto, ci saranno dei rimborsi automatici. Chi invece ha patrimoni o redditi più elevati non potrà godere di un risarcimento diretto, ma di un "arbitrato semplificato", per cui una commissione di esperti analizzerà la situazione per grandi categorie e non per singolo caso.
Nella nota governativa si legge inoltre che all'interno del decreto crescita sono state approvate le norme che "definiscono le modalità di ingresso del Ministero dell'economia e delle finanze nel capitale sociale della newco Nuova Alitalia". Per evitare il tracollo, infatti, è fondamentale che la compagnia aerea italiana possa contare sui 900 milioni stanziati dallo Stato.