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Il Ddl Pillon di nuovo in Senato fra le polemiche, Pd: “Non torneremo al Medioevo”

Ricomincia domani l’esame del ddl Pillon in commissione Giustizia a palazzo Madama. “Purtroppo non è l’ennesima fake news di questo governo. Lo fermeremo di nuovo insieme all’Italia che non vuole tornare indietro a 50 anni fa”, afferma il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Molte associazioni femministe e movimenti sociali hanno indetto una conferenza stampa per chiederne il ritiro.
A cura di Annalisa Girardi
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Da domani, martedì 23 luglio, ricomincia in Senato l'esame del ddl Pillon. Il controverso provvedimento della Lega sull'affido condiviso, a firma del senatore Simone Pillon, ritorna in commissione Giustizia a palazzo Madama nonostante le dichiarazioni del sottosegretario pentastellato alle Pari Opportunità, Vincenzo Spadafora, che lo aveva definito "archiviato", in seguito alle manifestazioni contro il Congresso mondiale delle famiglie.

"Purtroppo non è l'ennesima fake news di questo governo. Domani riprende la discussione sull'oscendo ddl Pillon, una legge contro le donne e contro le famiglie. Contro la libertà. La fermeremo di nuovo insieme all'Italia che non vuole tornare indietro a 50 anni fa". Con queste parole il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, condanna il provvedimento definito da numerose associazioni "pericoloso e oscurantista".

Anche la deputata dem, Maria Elena Boschi, ha comunicato che sarà in Senato domani per opporsi al ddl del senatore leghista. "Non vogliamo che il nostro Paese torni al Medioevo", ha scritto su Twitter chiedendo che Lega e Movimento Cinque Stelle ritirino immediatamente la proposta. Presso la Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama è anche prevista una conferenza stampa di associazioni, centri antiviolenza, movimento femminista e organizzazioni sindacali per chiedere pubblicamente ai parlamentari di ritirare il disegno di legge. 

Sulla questione non sono mancati gli attacchi al M5S in riferimento al caso Bibbiano: "Gli sciacalli di Bibbiano scelgano da che parte stare, noi siamo da quella delle donne e dei loro figli, ma loro non si permettano mai più di strumentalizzare vicende drammatiche quando poi mandando avanti leggi che rischiano di esporre i bambini alle manipolazioni degli adulti", ha affermato la deputata dem Alessia Morani.

Cosa afferma il ddl Pillon

Il disegno di legge 735, meglio conosciuto come ddl Pillon, sostanzialmente, rivede la normativa in materia di affido condiviso, separazione e diritto della famiglia. Il testo introduce l'obbligo di affidarsi a un mediatore familiare in caso di separazione, sancisce il diritto alla bigenitorialità, per cui ogni figlio dovrà passare metà del mese con il padre e metà del mese con la madre, e cancella l'assegno di mantenimento per i figli. Nonostante l'idea di una revisione del diritto della famiglia fosse contenuta nel contratto di governo, il ddl Pillon ha creato divisioni nella maggioranza. Anche il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, aveva affermato che il provvedimento, scritto in tal modo, non sarebbe mai passato: "A Verona ci sono i fanatici che vogliono tornare al medioevo. l disegno di legge Pillon così com’è va modificato non solo nella forma ma anche nella sostanza".

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