Governo accelera con il decreto Sicurezza: in Cdm nuovo testo che ‘cancella’ il ddl all’esame in Senato

Nel Consiglio dei ministri di questa sera, in programma alle 18, è in arrivo un provvedimento che manda in soffitta il ddl Sicurezza all'esame del Senato, provvedimento che aveva ricevuto il via libera del Cdm a novembre 2023. Il governo vuole accelerare con le norme contenute in quel provvedimento che si trova in Parlamento, destinato a finire in un binario morto per assenza di coperture.
Il testo che arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri è un nuovo decreto legge che di fatto accantona il ddl Sicurezza, dopo un anno e quattro mesi di dibattito parlamentare, in pratica riscrivendolo e trasformandolo in decreto: il nuovo testo assorbe i contenuti del ddl, apportando delle modifiche, in particolare sui punti critici sollevati nelle scorse settimane dal Quirinale, sulle detenute madri, sul divieto di acquisto delle sim da parte dei migranti senza permesso di soggiorno e sul potenziamento del ruolo dei Servizi.
Il nuovo testo in un primo momento ha incontrato le resistente della Lega, che ha parlato di testo "edulcorato" con i correttivi chiesti dal Presidente Mattarella. Salvo poi aggiustare il tiro con una nota, in cui la Lega si dichiara pienamente soddisfatta. Il decreto legge impone al Parlamento di convertirlo in legge entro 60 giorni, e questo chiaramente comprime i tempi di discussione dell'Aula, cancellando il lavoro che le opposizioni hanno portato avanti nell'ultimo anno.
Secondo il capogruppo Pd al Senato, Francesco Boccia, "La scelta del governo di predisporre un decreto costituisce un vero furto al Parlamento, che viene ancora una volta umiliato: con un colpo di mano e un uso arbitrario della decretazione d'urgenza mesi di confronto parlamentare vengono buttati. Resta il merito di norme illiberali che in nome di una millantata sicurezza mettono a rischio le nostre libertà".
Come cambiano le norme sulla sicurezza con i correttivi chiesti dal Quirinale
Nella bozza che circola nel centrodestra – visionata ieri dall'Agi – a proposito delle donne incinte o con figli in carcere, torna il rinvio facoltativo della pena: "L'articolo 15 interviene in materia di esecuzione della pena per donne incinte e con prole, con l'abrogazione della disposizione che prevede il rinvio obbligatorio e l'introduzione – recita il testo – del rinvio facoltativo della pena e la previsione dell'impossibilità del rinvio facoltativo se da ciò derivi una situazione di pericolo, di eccezionale rilevanza, di commissione di ulteriori delitti con differenziazione nelle modalità di esecuzione della pena tra la madre di figli di età fino a 1 anno e delle madri di figli di età da 1 a 3 anni". La norma reca interventi di coordinamento di misure cautelari disposte nei confronti delle donne incinte e con prole e prevede che entro il 31 ottobre di ciascun anno il governo presenti alle Camere una relazione sull'attuazione delle misure cautelari dell'esecuzione delle pene non pecuniarie nei confronti delle donne incinte e delle madri con prole di età inferiore a tre anni.
Con il decreto si introduce – si evidenzia dalla bozza del dl – "una sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni" per i casi nei quali "le imprese autorizzate a vendere schede sim non osservino gli obblighi di identificazione dei clienti, mediante acquisizione nel caso si tratti di cittadino di Paese fuori dall'Unione europea, di copia del titolo di soggiorno di cui è in possesso".
Si introduce, inoltre, "la pena accessoria dell'incapacità di contrarre con gli operatori per un tempo da fissarsi tra i sei mesi e i due anni ai condannati per il reato di sostituzione di persona, commesso con la finalità di sottoscrivere un contratto per la fornitura di telefonia mobile. Rispetto al testo introdotto alla Camera è stata ampliata la tipologia di documenti che il titolare dell'esercizio o dell'attività può acquisire all'atto della vendita delle sim". Oltre al titolo di soggiorno, si potrà acquisire "o il passaporto o il documento di viaggio equipollente o un documento di riconoscimento che siano in corso di validità".
Le norme per il rafforzamento dei Servizi segreti
Tra le novità l'intervento sulla legge 3 agosto 2007, riguardante le agenzie di informazione e sicurezza. Si definisce più incisivamente la facoltà già conferita "agli organismi di informazione e sicurezza di richiedere la collaborazione delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti che erogano, in regime di autorizzazione, concessione o convenzione, servizi di pubblica utilità". È previsto, inoltre, che le modalità di tale collaborazione "siano definite con convenzioni tra i soggetti tenuti a prestarla e gli organismi di informazione per la sicurezza e che tali convenzioni possano prevedere anche la trasmissione di informazioni, in deroga a vincoli di riservatezza previsti dalla normativa di settore". Dunque, rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri del 16 novembre 2023 e non modificato in Parlamento, "la collaborazione da cogente torna a essere una facoltà, come a disciplina vigente, ed è espunto il riferimento alla possibile richiesta a società a partecipazione pubblica o sottoposte a controllo pubblico".
Riguardo l'introduzione del nuovo reato sulle rivolte all'interno di un istituto penitenziario "si puniscono le condotte di promozione, organizzazione o direzione e partecipazione a una rivolta consumata all'interno di un istituto penitenziario da tre o più persone riunite, mediante atti di violenza o minaccia, tentativi di evasione o atti di resistenza anche passiva che impediscono il compimento degli atti d'ufficio o del servizio necessari alla gestione dell'ordine e della sicurezza". Si definisce meglio "il nucleo di rilevanza penale delle condotte di resistenza (anche passiva) con riferimento all'esecuzione di ordini impartiti ‘per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza'. La pena è aumentata se il fatto è commesso con armi o se dalla rivolta derivino lesioni personali o la morte". Fonti parlamentari del centrodestra hanno spiegato che le misure più urgenti che erano inserite nel ddl Sicurezza vengono recepite per intero nel dl, e tra queste ci sono le tutele a sostegno delle forze dell'ordine.
La stretta contro i migranti irregolari
Una fattispecie di reato simile a quello sulle rivolte negli istituti penitenziari viene introdotta anche per condotte commesse all'interno di centri di trattenimento per migranti irregolari. Rispetto al testo modificato alla Camera viene definito il nucleo di rilevanza penale delle condotte di resistenza (anche passiva) con riferimento all'esecuzione di ordini impartiti "per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza" nei confronti di gruppi di stranieri irregolari presenti all'interno dei centri, eliminando, inoltre, ogni riferimento ai centri di accoglienza.