video suggerito
video suggerito

Elon Musk ospite al congresso della Lega, cosa ha detto il miliardario consigliere di Trump a Salvini

Elon Musk ha parlato per alcuni minuti al congresso federale della Lega. Il miliardario, ‘intervistato’ da Matteo Salvini, ha attaccato l’immigrazione di massa e la regolamentazione europea, e ha detto che se gli “attacchi terroristici” alla Tesla continueranno presto finiremo per vedere “uccisioni di massa”. Poi ha detto aggiunto vorrebbe tra Ue e Usa ci fossero “zero dazi”, pochi giorni dopo che Trump ha annunciato le tariffe contro l’Ue.
A cura di Luca Pons
318 CONDIVISIONI
Immagine

L'imprenditore miliardario Elon Musk ha fatto un'apparizione a sorpresa al congresso federale della Lega, e ha risposto alle domande del segretario Matteo Salvini. Tra i suoi primi interventi c'è stata una difesa della "libertà di parola", dicendo: "Generalmente, si capisce chi sta dalla parte giusta o da quella sbagliata osservando chi vuole limitare la libertà di espressione: chi lo vuole fare è un Hitler, un Mussolini, uno Stalin, che avevano censure molto forti".

Cosa ha detto Elon Musk al congresso della Lega

Musk ha poi parlato dei migranti, dicendo che "l'immigrazione di massa è una cosa folle, e porterà alla distruzione di qualsiasi Paese che la consenta. Il Paese semplicemente cesserà di esistere", perché "un Paese non è la geografia, ma le persone che lo abitano".

Su domanda di Salvini, poi, il miliardario ha parlato degli attacchi a Tesla delle ultime settimane e ha assunto toni apocalittici: "Vediamo un aumento enorme del numero di attacchi in Italia e in Europa in generale, i media cercano di ridurre la loro importanza, ma questi sono attacchi terroristici. L'uccisione di persone è sempre più frequente. Alla fine penso che vedremo uccisioni di massa in Europa, dei massacri. Questa è la tendenza. I vostri figli, le vostre famiglie, i vostri amici, saranno tutti a rischio. I numeri parlano chiaro".

Infine, parlando di Ucraina, Musk ha insistito: "Non ho rispetto per chi incoraggia la guerra, per chi vuole che continui per sempre. Se si parla con quelli della sinistra, ci dicono ‘non possiamo cedere alla Russia'. Ok, ma non avete nessun piano per il futuro. Quindi mandiamo a morire queste persone tutti i giorni senza nessun piano per sempre, senza alcun piano. Questo è crudele, inumano e non ha senso".

E commentando la situazione dei dazi ha detto, paradossalmente, di sperare "che gli Usa e l'Europa riescano a creare un'alleanza più stretta e più forte, e che diventeremo in una zona di zero dazi in futuro, una zona di libero scambio tra l'Europa e il Nord America". Ovvero una situazione simile a quella precedente, prima che proprio Donald Trump lanciasse dazi altissimi. "Questa è la mia speranza per il futuro, anche con una maggiore libertà di spostarsi tra l'Europa e il Nord America. Questo è stato il consiglio che ho dato al presidente", ha concluso Musk.

Il congresso della Lega boccia Piantedosi: "Salvini deve tornare ministro dell'Interno"

Prima dell'arrivo di Musk, il dibattito si era concentrato su questioni interne. "Sulla sicurezza non basta l'ottimo lavoro ordinario che stiamo facendo. Penso che da questo congresso debba uscire la richiesta di un lavoro straordinario sulla sicurezza, che soltanto Matteo Salvini tornando al Viminale potrà fare". Le parole di Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, pronunciate dal palco del Congresso nazionale del partito, hanno scaldato il pubblico e portato a una standing ovation. Un gesto che ha chiarito le priorità del Carroccio: va bene Piantedosi come ministro dell'Interno, ma solo fino a quando non potrà tornare a farlo Salvini. E si spera che quel momento arrivi presto.

L'unico rimasto seduto è stato proprio Salvini, probabilmente consapevole che qualunque sua reazione in quel momento sarebbe stata interpretata come conferma della sua volontà di tornare al Viminale. Il segretario è rimasto immobile, fissando il palco, senza nemmeno sorridere.

Certo, l'intervento di Molinari si era aperto con un ringraziamento a Piantedosi, "perché in questa legislatura abbiamo ottenuto risultati importanti". Ma "nonostante questi risultati credo che la Lega abbia dimostrato di avere una persona che sui temi della sicurezza ha rischiato la propria vita e la propria libertà personale per ottenere dei risultati. Quella persona è il nostro segretario Matteo Salvini". Per questo, per Molinari dal congresso "deve chiedere a Matteo Salvini il sacrificio di chiedere nuovamente per la Lega quella posizione, e che Matteo Salvini, uscito indenne da un processo ingiusto, sia il miglior garante della sicurezza del nostro Paese. Matteo, pensaci perché penso che qui siano tutti quanti d'accordo".

Anche il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, si è accodato alla proposta di Molinari, anche se con meno entusiasmo: " Naturalmente anch'io penso che se si dovesse aprire una strada percorribile che possa portare Matteo Salvini a tornare a fare il ministro dell'Interno, noi dobbiamo a tutti i costi seguirla, proprio per il grande lavoro concreto che ha fatto Matteo Salvini. Negli ultimi anni, dal 2007 in poi, ci sono stati due ministri dell'Interno che hanno fermato maggiormente l'immigrazione: Roberto Maroni e Matteo Salvini, a cui fa un grandissimo applauso".

La critica di Romeo a Salvini sui dazi: "Proteggiamo le piccole e medie imprese, Trump è imprevedibile"

Lo stesso Romeo ha poi portato una linea piuttosto distante da quella promossa da Salvini su un tema particolarmente delicato: i dazi imposti da Donald Trump. Negli ultimi giorni la Lega ha sostenuto che i dazi non siano la preoccupazione principale (dicendo che le regolamentazioni europee siano più dannose per le imprese) e che l'Europa non deve rispondere con dei controdazi.

Romeo ha concesso che "l'avvento di Trump è l'avvento dei valori che noi da sempre abbiamo portato avanti". Ma poi ha aggiunto: "Sapendo che è un personaggio un po' imprevedibile, magari su alcuni temi…". E ha messo le mani avanti: "È un suggerimento, adesso non che si dica ‘ecco, si sta distinguendo dalla linea politica del capo‘, no, voi mi conoscete, a Salvini io dico quello che penso, credo che i veri amici debbano fare così".

La sua proposta è stata di "calibrare il messaggio", cioè ascoltare di più le preoccupazioni delle aziende che per i dazi sono in allarme. "È comprensibile che un domani il protezionismo possa sviluppare nuovi mercati, la produzione interna…però nel lungo periodo. Nel breve periodo c'è il rischio che questa politica si possa ritorcere contro. Quindi giusta la linea della trattativa con gli Usa, ma con l'idea chiara che essendo noi paladini delle piccole e medie imprese dobbiamo stare attenti, perché i dazi rischiano di colpire soprattutto loro".

318 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views