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Elezioni comunali, cosa dice la proposta del centrodestra per eliminare i ballottaggi

Il centrodestra ha presentato un emendamento al dl Elezioni, che propone di abbassare la soglia per l’elezione dei sindaci dei Comuni con più di 15mila abitanti al 40%. In questo modo verrebbero fortemente ridimensionati i ballottaggi ma per le opposizioni si tratta di una norma incostituzionale.
A cura di Giulia Casula
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Al Senato la maggioranza ha presentato un emendamento che modifica il decreto Elezioni e punta a ridurre al minimo i ballottaggi. La proposta prevede che per eleggere un sindaco nei Comuni con più di 15mila abitanti sia sufficiente ottenere il 40% dei voti e non la maggioranza assoluta. Superata questa soglia il candidato verrebbe eletto direttamente al primo turno, senza bisogno di andare ai ballottaggi.

L'emendamento è stato sottoscritto dai capigruppo di tutto il centrodestra e interviene sul decreto, ora all'esame della commissione Affari costituzionali, che disciplina il voto delle elezioni amministrative previste per il 25 e 26 maggio  e dei referendum abrogativi di giugno. In realtà, il centrodestra aveva già presentato in passato una proposta simile, ma la questione fu accantonata.

Ora Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati tornano alla carica. In particolare, si chiede di modificare gli articoli 72 e 73 del Testo unico delle leggi sugli enti locali per cui risulterebbe e letto sindaco chi raggiunge "il maggior numero di voti a condizione che abbia conseguito almeno il 40% dei voti validi". In caso di parità tra due candidati "(pari o oltre il 40%) sarà eletto chi ha incassato il maggior numero di voti validi". Viene previsto inoltre, un premio di maggioranza in caso di elezione al primo turno che consiste nell'assegnazione del 60% dei seggi alla lista o al gruppo di liste collegate  "che non abbia già conseguito almeno il 60% dei seggi del Consiglio, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi".

Le opposizioni si sono scagliate contro l'emendamento, ritenuto contrario alla Costituzione e ai criteri democratici.  "Con un altro blitz notturno la destra che governa vuole riscrivere le regole democratiche a suo vantaggio, è inaccettabile", ha affermato la segretaria del Pd Elly Schlein. "La destra sta provando a farsi una legge elettorale per i comuni su misura, colpendo i ballottaggi nei Comuni sopra i 15mila abitanti con un emendamento che riduce al 40% la soglia per eleggere il sindaco al primo turno". Il Partito democratico ha chiesto il ritiro dell'emendamento. "Se non verrà ritirato useremo tutti gli strumenti parlamentari possibile per opporci a tale scempio", hanno minacciato.

La proposta in effetti, potrebbe avvantaggiare soprattutto la maggioranza, che nella maggior parte delle consultazioni amministrative si è presentata in coalizione, e penalizzare il centrosinistra, che finora ha faticato a formare delle alleanze e talvolta si è presentato al voto diviso."È incredibile che possa essere considerato ammissibile come emendamento al decreto elezioni che disciplina i tempi e le modalità dello svolgimento delle operazioni di voto una norma che che modifica il cuore della normativa elettorale intervenendo sul ballottaggio e sulle soglie da raggiungere. Semplicemente incredibile e inaccettabile", ha dichiarato il segretario di +Europa, Riccardo Magi. 

Dal centrodestra assicurano che la questione dei ballottaggi nei Comuni verrà risolta. "Non c'è nessuna norma introdotta dal governo per decreto, ma c'è la possibilità di discutere della questione in sede di conversione del decreto", hanno dichiarato i Capigruppo Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (FI), Michaela Biancofiore (Noi Moderati). Secondo la maggioranza i ballottaggi vedono una partecipazione dei cittadini "talmente ridotta da indurre ad affrontare la questione" e ricordano che in passato anche il Partito democratico si espresse a favore della proposta di abbassare la soglia per l'elezione dei sindaci al 40%.

Nel 2017, l'allora responsabile degli enti locali Matteo Ricci dette il via libera all'estensione di una norma che risulta "già in vigore, in forme diverse, in Sicilia, in Friuli-Venezia Giulia e in Toscana", sottolineano. "Pertanto, andremo avanti utilizzando i vari strumenti che il Parlamento ci mette a disposizione. La questione sarà affrontata e certamente risolta attraverso gli strumenti della democrazia parlamentare. Per noi conta la sostanza dell'obiettivo da raggiungere", hanno aggiunto.

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