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Elezioni amministrative 2021, i leader dei partiti “violano” il silenzio elettorale sui social

Dalla mezzanotte di venerdì è scattato il silenzio elettorale, e nessun partito politico può fare propaganda. La legge in vigore però non impedisce di intervenire sui social. E così diversi big, come Berlusconi, Conte, Meloni, Di Maio, hanno pubblicato foto e scritto post, per attaccare i propri avversari.
A cura di Annalisa Cangemi
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Le urne per le elezioni amministrative 2021, si sono aperte questa mattina alle 7. Si vota anche per le Regionali in Calabria e per le suppletive alla Camera, nel collegio uninominale di Siena e uninominale di Roma-Quartiere Primavalle. In teoria dalla mezzanotte di venerdì 1 ottobre è scattato il silenzio elettorale. Con la legge 130 del 24 aprile 1975 (che ha aggiornato la 212 del 4 aprile del 1956) sono vietati i comizi, la propaganda in pubblico, le interviste in tv e sui giornali. Questo significa che fino alla chiusura dei seggi domani alle 15 nessun politico può fare campagna elettorale.

Il problema però è che non è regolamentata la sfera dei social, che sono ormai la principale piattaforma attraverso cui si esprimono tutti i giorni i leader dei partiti. Un vuoto normativo consente quindi ai politici di aggirare il divieto, senza di fatto rischiare sanzioni. E così anche oggi abbiamo visti politici pubblicare post e immagini, e commentare anche i principali fatti di cronaca, con l'intento di danneggiare gli avversari.

Chi ha "violato" il silenzio elettorale

L'occasione è stata offerta dalle fiamme che ieri sera hanno fortemente danneggiato il ponte dell'Industria a Roma. Un episodio che ha fatto scattare l'attacco su Facebook di Giorgia Meloni alla sindaca uscente Virginia Raggi: "A Roma il Ponte dell'Industria, per i romani ‘il Ponte di Ferro' dell'Ostiense, è stato devastato da un incendio e alcune parti esterne sono crollate. Immagini che colpiscono. Sarà la magistratura a fare piena chiarezza, ma sembrerebbe che l'incendio, che ha poi coinvolto una condotta di gas, sia scoppiato in un accampamento abusivo, stile baraccopoli, sulle sponde del Tevere, proprio sotto il ponte. Una Nazione allo sbando dove regna l'illegalità grazie al ministro dell'Interno Lamorgese. Una città nel pieno degrado grazie alla giunta Raggi. Il risultato è la Capitale d'Italia che crolla. In tutti i sensi". 

La stessa leader di Fratelli d'Italia è intervenuta anche per difendere il suo partito, finito sotto i riflettori dopo l'inchiesta di Fanpage.iy ‘Lobby nera': "Non sarò mai indulgente con chi sbaglia anche perché so benissimo che chi sbaglia, in questo sistema malato, ci condanna tutti, ma da voi la morale proprio non la accetto", ha detto in un video di 7 minuti postato sui social, ribadendo la sua richiesta di visionare tutto il materiale video raccolto da Fanpage.it. Quindi ha ricordato la condanna all'ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano: "Voi politici che difendete uno che si fregava i soldi per gli immigrati per farci gli affari suoi, la morale non la potete fare nemmeno al mostro di Loch Ness".

A Giorgia Meloni ha replicato il serata il leader del M5s Giuseppe Conte: "Se davvero condividi la reale necessità di rafforzare i nostri presidi di legalità perché non tagli, in modo chiaro e risolutivo, i legami del tuo partito emersi dall'inchiesta di Fanpage con saluti romani, inneggiamenti a Hitler, inseguimenti a immigrati, minacce antisemite e sospetti finanziamenti illeciti? In attesa di studiarti i filmati integrali del reportage potresti avvantaggiarti: basterebbe dichiarare che rinunci e ripudi nel modo più assoluto quel 5% di cui ragiona tal Jonghi Lavarini. Questo sì che sarebbe un gesto coerente e coraggioso". 

Anche la stessa sindaca Virginia Raggi, che si candida a Roma per la seconda volta, ha scritto per invitare i suoi concittadini ad andare alle urne: "Il voto è importante, andate tutti a votare". E in un video, parlando del Ponte di Ferro ha aggiunto: "

Anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi "rompe" il silenzio elettorale parlando con i giornalisti davanti al seggio elettorale in via Fratelli Ruffini a Milano: "I candidati sono scelti dai leader di partito invece che da scelte democratiche, forse la prossima volta per quanto riguarda i candidati dovremo cambiare sistema", rispondendo a una domanda sul candidato del centrodestra a Milano Luca Bernardo. E sempre davanti al seggio afferma: "Il centrodestra è sicuramente unito e c'è anche affetto tra i leader. Tutte queste illazioni di certa stampa su divisioni interne sono infondate". Una volta rientrato a villa san Martino twitta: "Ho fatto il mio dovere di cittadino al seggio di via Ruffini, a Milano. Buon voto!".

Questa mattina è intervenuto sui social anche il ministro pentastallato Luigi Di Maio: "Nella notte è stata incendiata l'auto di Giovanni Joe Orlando, candidato M5S a Monteparano. Tutto questo all'indomani di altre gravissime aggressioni ai danni di esponenti del MoVimento. È una situazione agghiacciante, si sta superando ogni limite. Stiamo assistendo a vicende che vanno ben oltre la campagna elettorale e a maggior ragione oggi mi aspetto che tutta la politica, senza se e senza ma, esprima una condanna decisa".

"Il Movimento – ha aggiunto Di Maio – continuerà a portare avanti i suoi progetti e le sue idee a testa alta, sempre all'insegna della legalità e del rispetto della persona. Nessuna forma di intimidazione potrà fermarci, ve lo assicuro".

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