video suggerito
video suggerito
Opinioni

Decreto lavoro: se un miliardo di euro vi sembra abbastanza…

Un miliardo di euro per tamponare un’emergenza che riguarda oltre 4 milioni di lavoratori. Una cifra semplicemente ridicola: il problema del decreto lavoro è prima di tutto nei numeri.
212 CONDIVISIONI
Immagine

"Non condivido assolutamente l'idea che il provvedimento sul lavoro del governo Letta sia una goccia nel mare. Sappiamo che molto altro resta da fare, ma credo anche che ridurre sempre le cose che si fanno con l'approccio del "benaltrismo" non sia giusto". Così il ministro Giovannini ha replicato oggi alla marea di critiche sul decreto lavoro licenziato dal Consiglio dei ministri di mercoledì. E lo ha fatto proprio nel giorno in cui l'Istat ha restituito con chiarezza la fotografia di quel vago "molto altro da fare": il 12,2% degli italiani è senza lavoro, il dato più alto dal 1977, uno dei picchi storici assoluti. Il problema è tutto qui, del resto: la sproporzione fra le misure messe in campo dal Governo e l'enorme impatto sociale, culturale, politico, sostanziale che ha il problema disoccupazione. Prima ancora delle risposte, occorre fissare un concetto: il lavoro è la vera emergenza. E, in subordine, chiarire che il vero e reale fattore di discriminazione è costituito dalla base reddituale.

E che la discussione andrebbe riportata su questi binari dovrebbe essere convinzione diffusa. Perché appare davvero necessario separare le questioni, o meglio, determinare le priorità.È chiaro, infatti, che fintanto che il piano predisposto dal ministro Giovannini ed approvato dal Cdm resta il solo (o quasi) intervento del Governo in materia, il giudizio non può che essere decisamente negativo. Se cioè si immagina di poter rivendicare con orgoglio i meriti di un provvedimento che, al massimo, creerà qualche decina di migliaia di posti di lavoro (come emerso dall'analisi di Tito Boeri su LaVoce), è evidente che più che di un brodino caldo, si tratta di una vera presa in giro. Per di più con il rischio di fermarsi alla stretta discussione nel merito del mini – provvedimento che, per quanto interessante e ricca di spunti di discussione (qui vi spieghiamo le problematiche legate a chi resta tagliato fuori dal provvedimento e qui la necessità di un intervento in favore dei Neet) sembra farci perdere di vista il punto essenziale: quella del Governo non è una risposta esaustiva, è un palliativo, un primissimo passo.

A dirlo, caro Giovannini, non sono i benaltristi della prima ora (ai quali in questo caso ci accodiamo volentieri, peraltro), ma i numeri. Le risorse recuperate sono un tampone inutile di fronte ad una emorragia costante, continua, tremendamente preoccupante. Poco più di un miliardo di euro è cifra ridicola, se ne renda conto. Specie se confrontata a quelle in bilancio relative ad altre voci di spesa. E non andiamo oltre, parlando magari di F35, portaerei, rappresentanze eccetera: il rischio è che oltre che benaltristi, si diventi pure populisti…

212 CONDIVISIONI
Immagine
A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views