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Cosa hanno deciso Erdogan e Draghi sui migranti al vertice di Ankara

Asse Draghi-Erdogan sull’immigrazione. Il presidente del Consiglio in conferenza stampa da Ankara che detto in modo chiaro che “L’Italia è il Paese più aperto. Ma non si può essere aperti senza limiti. A un certo punto il Paese che accoglie non ce la fa più”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il presidente del Consiglio Mario Draghi è volato ad Ankara in occasione del terzo vertice intergovernativo italo-turco, dieci anni dopo quello che si era svolto a maggio 2012 a Roma. L'incidente del ‘Sofagate' con il presidente turco Erdogan sembra ormai accantonato, e i due Paesi siglano ben 9 protocolli d'intesa, nell’alveo di un complessivo rilancio della cooperazione bilaterale tra i due Paesi, che si è intensificata a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, soprattutto per il ruolo di mediatore che si è ritagliato il presidente Erdogan.

Uno dei punti della dichiarazione congiunta firmata, resa nota al termine del vertice, tocca l'aspetto dell'immigrazione, su cui Italia e Turchia intendono cooperare. Per il presidente Mario Draghi l'Italia ha raggiunto la soglia massima dell'accoglienza possibile: "La gestione dei migranti deve essere umana ed efficace. Noi cerchiamo di salvare i migranti, il nostro comportamento è straordinario: siamo il Paese certamente più aperto, ma non si può essere aperti senza limiti perché a un certo punto il paese non ce la fa più. Abbiamo posto il tema in Ue, con Erdogan, alla Grecia. Siamo il Paese meno discriminante e più aperto ma abbiamo dei limiti e ora ci siamo arrivati".

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha prospettato la possibilità che Italia e Turchia costituiscano un meccanismo congiunto per il controllo dei flussi migratori. "Nell'ultimo periodo abbiamo visto come la Grecia abbia fatto pressione sui migranti e messo in piedi una politica basata sui respingimenti che ha spinto i migranti a cambiare rotta e ad andare verso l'Italia. È possibile che con l'Italia metteremo insieme un meccanismo congiunto di controllo delle migrazioni", ha detto il presidente turco in conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio italiano. "Siamo continuamente impegnati a salvare queste persone dal mare e l'Italia a causa della Grecia ha un problema simile", ha proseguito Erdogan attaccando la rivale Atene, "abbiamo cercato in tutte le maniere di salvare vite umane in mare e l'Italia ha fatto lo stesso perché ha il nostro stesso problema".

Cosa dice la dichiarazione congiunta sui flussi migratori

Italia e Turchia "hanno discusso i recenti flussi migratori, comprese le rotte migratorie del Mediterraneo orientale e centrale" e "sottolineato l'importanza della cooperazione internazionale, compresa l'attuazione della Dichiarazione Turchia-Ue del 18 marzo 2016, nella lotta alla migrazione irregolare", si legge nella dichiarazione congiunta rilasciata al termine del vertice intergovernativo di Ankara.

Le parti hanno inoltre "ricordato che i rimpatri, i reinsediamenti e l'assistenza finanziaria sono strumenti fondamentali previsti dalla Dichiarazione per garantire una buona cooperazione e un'equa ripartizione degli oneri. Le parti hanno concordato l'avvio di consultazioni regolari sulle migrazioni e l'attuazione di un progetto del Fondo italiano per le migrazioni per la condivisione delle migliori pratiche in questo campo". 

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