Cosa cambia ora che il governo Meloni ha approvato il decreto Sicurezza: tutte le nuove regole e reati

Il decreto Sicurezza varato ieri dal governo Meloni dopo un'accelerata dell'esecutivo, di fatto ha preso le norme che erano in discussione da quasi un anno e mezzo al Parlamento e le ha fatte approvare con tempi più rapidi a Palazzo Chigi. L'Associazione nazionale magistrati tramite il suo segretario generale ha definito il decreto Sicurezza un "messaggio inquietante" con due obiettivi: "Da un lato, creare nella collettività un problema che non esiste, non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all'ordine pubblico; dall'altro, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso". Parole che hanno scatenato la protesta della maggioranza e del governo.
La norma ha causato anche scontri in piazza a Roma, ieri. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale il testo entrerà subito in vigore, poi il Parlamento avrà due mesi di tempo per fare eventuali modifiche e convertirlo in legge. Ecco quali sono le novità principali contenute nei suoi 38 articoli: dai nuovi reati per chi manifesta, alle tutele per le forze di polizia, fino al divieto della cannabis light.
La stretta sulle manifestazioni
Scatta un'aggravante (che fa aumentare la pena fino a un terzo) anche la partecipazione a manifestazioni pubbliche, per il reato di danneggiamento, se viene commesso con violenza o minaccia nei confronti di una persona. La punizione in questo caso può andare fino a cinque anni di carcere e 15mila euro di multa. In più, per nuovo il reato di lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio potrà scattare l'arresto in flagranza, se questo avviene durante manifestazioni pubbliche.
C'è anche il controverso blocco stradale. Attualmente bloccare le strade (anche durante una protesta) è un illecito amministrativo, ma ora diventa un reato. Potrà essere punito con fino a un mese di carcere e una multa fino a 300 euro. Ma se avviene nel corso di una manifestazione, e sono più persone a bloccare la strada, allora la pena può andare fino a sei anni.
In più, se viene deturpato un bene (mobile o immobile) che è adibito a funzioni pubbliche, la pena sarà più pesante. Ci sarà il carcere fino a un anno e mezzo e multa fino a 3mila euro, ma in caso di recidiva si andrà fino a tre anni e 12mila euro.
Sanzioni più dure per proteste contro il Ponte sullo Stretto e la Tav
Una nuova aggravante è prevista anche per chi commette atti violenti per impedire la realizzazione di un'infrastruttura. Il governo nel decreto ha aggiunto una precisazione rispetto al testo originale, che però nella sostanza lascia la norma decisamente ampia. L'aggravante si applicherà ‘solo' se si tratta di infrastrutture "destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici".
Aggravante se un reato è commesso in una stazione
Per i reati non colposi contro la vita e l'incolumità, contro il patrimonio o contro la libertà personale, sarà un'aggravante il fatto che il reato sia stato commesso dentro (o nelle vicinanze di) una stazione ferroviaria, una metropolitana o dentro un vagone. Questo si applicherà anche agli eventuali reati commessi durante manifestazioni.
In più, il Daspo urbano – che impedisce di andare in specifiche zone della città – colpirà anche chi è stato condannato o anche solo denunciato, nei cinque anni precedenti, per delitti contro il patrimonio o la persona, se questi sono stati commessi in stazioni ferroviarie, aeroporti, porti o stazioni del trasporto pubblico locale.
Le madri di figli piccoli e donne incinte potranno andare in carcere
Finora, se una donna incinta oppure madre di un bambino di meno di un anno veniva condannata per un reato, era obbligatorio rinviare la pena in carcere, per tutelare il figlio e la donna. Questo rinvio ora diventa facoltativo, e anzi sarà vietato se ne può derivare una situazione eccezionale di pericolo che siano commessi altri reati. In ‘compenso', dopo l'intervento del Quirinale e lo scetticismo di Forza Italia, sarà sempre obbligatorio che la custodia avvenga in un Icam, o Istituto a custodia attenuata per madri detenute.
Sim ai migranti, obbligatorio un documento d'identità
Un'altra norma cambiata rispetto al testo originale è quella che riguarda la vendita di schede Sim telefoniche alle persone migranti che vengono da Paesi extra-Ue. Inizialmente doveva essere obbligatorio avere un permesso di soggiorno valido. Ora invece ci sarà comunque un controllo, ma ‘basterà' chiedere di mostrare un documento di riconoscimento, come la carta d'identità. Chi non rispetta questo dovere potrà vedersi chiuso il negozio fino a trenta giorni. In più, chi commette il reato di sostituzione di persona per ottenere una Sim potrà essere sanzionato anche con il divieto di avere un contratto telefonico fino a due anni.
Più tutele per i militari e gli agenti di polizia
Per chi commette i reati di violenza, minaccia o resistenza a un pubblico ufficiale ci sarà un'aggravante se questo ufficiale è un agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza: la pena potrà aumentare fino alla metà. Sempre per quanto riguarda le forze di polizia, c'è il via libera alle bodycam sulle divise. Queste potranno registrare le immagini mentre gli agenti sono in servizio in carcere, ma anche per mantenere l'ordine pubblico che per vigilare su zone sensibili, o per controllare stazioni e treni.
Ancora, gli agenti potranno sempre portare armi private. Non avranno bisogno di licenza, e potranno avere con sé le armi anche quando non sono in servizio.
Infine, per tutti i membri delle forze di polizia, le forze armate e i Vigili del fuoco lo Stato che sono indagati o imputati per vicende legate alle loro attività di servizio, lo Stato pagherà le spese legali. Si potrà spendere fino a 10mila euro per ogni fase del procedimento. I soldi potranno poi essere chiesti indietro solo se il poliziotto o militare sarà trovato colpevole con dolo o con grave negligenza.
Divieto di cannabis light, con un'eccezione
È vietato importare, cedere, lavorare, distribuire, commerciare, trasportare, inviare, spedire e consegnare le infiorescenze della canapa coltivata, la cosiddetta cannabis light. C'è però un'eccezione, rispetto alla prima versione della norma: il divieto non si applica alla produzione agricola di semi che sono destinati a quegli usi consentiti dalla legge, entro certi limiti di contaminazione che saranno stabiliti dal ministro della Salute con un decreto apposito.
Reato di resistenza, anche passiva, nelle carceri
C'è il nuovo reato di rivolta all'interno di un carcere colpirà tutti coloro che promuovono, organizzano, dirigono o partecipano a una volta che coinvolge tre o più persone. Sarà punito chi commette atti violenti o minacce, ma anche chi resiste passivamente e si limita a non seguire gli ordini impartiti "per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza". Le stesse regole si applicheranno anche nei Cpr, ma non nei centri di accoglienza per persone migranti.
Reato di occupazione abusiva di immobili
Nasce un reato appositamente per chi occupa abusivamente un immobile abitato da altri, oppure se ne appropria con un raggiro. Si può andare in carcere fino a sette anni, e se il reato è commesso contro persone anziane o inferme, oppure su edifici pubblici, si può procedere d'ufficio (cioè senza che qualcuno faccia denuncia). E c'è una procedura specifica per ridare più velocemente l'immobile al proprietario, se questo è la sua unica abitazione.
Più protezione ai servizi segreti
A differenza di quanto previsto dalla prima versione del ddl Sicurezza, le amministrazioni pubbliche non avranno l'obbligo di collaborare con i servizi segreti e di fornire informazioni anche ignorando le norme sulla privacy. Questa collaborazione sarà facoltativa, e dovrà comunque rispettare le leggi sulla riservatezza dei dati. Per gli agenti dei servizi scattano anche le tutele se commettono, nell'esercizio della loro funzione, reati come la partecipazione a organizzazioni terroristiche.
Revoca della cittadinanza
Oggi è già possibile revocare la cittadinanza italiana a una persona che l'ha acquisita, se questa viene condannata in via definitiva per specifici reati gravi. La revoca prima poteva essere disposta, su iniziativa del ministero dell'Interno, entro tre anni dalla condanna definitiva. Con il decreto Sicurezza, il limite sale a dieci anni.
Norme su terrorismo e antimafia
Nasce il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, che punisce da due a sei anni di carcere chi ha materiale con le istruzioni per preparare e usare armi, sostanze chimiche, ordigni o altri strumenti per compiere atti terroristici. Pene più dure anche per chi distribuisce, diffonde o pubblicizza queste istruzioni.
Per quanto riguarda l'antimafia, si allargano i controlli previsti dal Codice antimafia anche ai contratti di rete, si rafforza l'interdittiva antimafia (che può essere sospesa dai prefetti solo a specifiche condizioni). In più, i benefici rivolti ai superstiti delle vittime di mafia potranno essere estesi anche ai parenti delle persone arrestate per mafia, se si dimostra che avevano tagliato tutti i rapporti (anche economici) con la persona in questione. E ancora, si semplificano le procedure per i beni confiscati alle mafie.
Reato di truffa agli anziani
Un nuovo reato è dedicato specificamente alla truffa aggravata nei confronti di anziani. Sarà punito con da due a sei anni di carcere, e una multa fino a 3mila euro, con arresto in flagranza.