Come si stanno muovendo le forze armate italiane nella crisi Russia-Ucraina
Aiuti militari e soldati pronti a intervenire. L'Italia non si limita a solidarietà simbolica nei confronti dell'Ucraina, che da giorni resiste sotto i bombardamenti della Russia. La guerra voluta da Putin si fa più violenta giorno dopo giorno, con il presidente russo che continua ad alzare il tiro, mentre Zelensky chiede aiuto al mondo. Nel suo discorso al Senato, il presidente Draghi ha spiegato cosa sta facendo l'Italia dal punto di vista militare e come vengono impiegati i 3.400 soldati di cui si era parlato la scorsa settimana: "In seguito all’intensificarsi dell’offensiva russa – ha spiegato Draghi – abbiamo adottato una risposta sempre più dura e punitiva nei confronti di Mosca". Sul piano militare, "il Comandante Supremo Alleato in Europa ha emanato l’ordine di attivazione per tutti e 5 i piani di risposta graduale che ho illustrato la settimana scorsa".
Questo passaggio, ha continuato Draghi, "consente di mettere in atto direttamente la prima parte dei piani e incrementare la postura di deterrenza sul confine orientale dell’Alleanza con le forze già a disposizione". Cosa succede dal punto di vista pratico? O meglio, dove sono i nostri soldati? "Mi riferisco al passaggio dell’unità attualmente schierata in Lettonia – ha chiarito Draghi – alla quale l’Italia contribuisce con 239 unità". Per quanto riguarda "le forze navali, sono già in navigazione e sotto il comando Nato", mentre "le nostre forze aeree schierate in Romania saranno raddoppiate in modo da garantire copertura continuativa, assieme agli assetti alleati".
Draghi ha spiegato che "sono in stato di pre-allerta ulteriori forze già offerte dai singoli Paesi Membri all’Alleanza". L'Italia, come già era stato annunciato la scorsa settimana, "è pronta con un primo gruppo di 1.400 militari e un secondo di 2.000 unità". Il presidente del Consiglio ne ha approfittato per ringraziare i militari e il ministro della Difesa Guerini per "il loro impegno e la loro preparazione". Draghi ha anche ricordato il "ruolo centrale" avuto dall'esercito durante la pandemia di Covid.
Concludendo questo passaggio sui movimenti delle forze militari italiane, Draghi ha voluto sottolineare come l'Italia abbia risposto all'appello del presidente ucraino Zelensky: "Aveva chiesto equipaggiamenti, armamenti e veicoli militari per proteggersi dall’aggressione russa – ha detto Draghi – È necessario che il governo democraticamente eletto sia in grado di resistere all’invasione e difendere l’indipendenza del Paese". E ha sottolineato – ancora – con forza: "A un popolo che si difende da un attacco militare e chiede aiuto alle nostre democrazie, non è possibile rispondere soltanto con incoraggiamenti e atti di deterrenza".