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Ci sono cinque milioni di italiani che votano e voteranno sempre e solo Berlusconi

Nonostante le difficoltà politiche, personali, giudiziarie, Silvio Berlusconi conserva un elettorato personale ancora vastissimo. Come lui, solo Beppe Grillo.
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Che Silvio Berlusconi non stia attraversando il suo momento migliore è cosa palese e che non necessita di ulteriori considerazioni. Così come è piuttosto chiaro che, per una serie di ragioni, la sua parabola politica sia in fase discendente. La frattura interna al Popolo della Libertà, impensabile fino a qualche anno fa, ne è la prova più lampante e significativa. Fosse pure solo da un punto di vista simbolico, visto che la reazione del Cavaliere, con l'azzeramento delle cariche e l'adesione alla linea dura dei falchi, ha costretto Alfano a frenare propositi ben più bellicosi ed ha sostanzialmente cristallizzato le posizioni in un surreale clima da "chi fa la prima mossa è perduto".

C'è però un aspetto da non sottovalutare, che è tornato in tutta la sua dirimenza proprio in questi giorni in cui si immagina la possibilità di un centrodestra "oltre" Berlusconi (stavamo per scrivere oltre Silvio Berlusconi, ma il "no grazie" della figlia Marina è da considerare come la parola fine sulla telenovela della successione dinastica). Ed è il consenso personale di cui indiscutibilmente gode ancora Silvio Berlusconi. È Michele Brambilla su La Stampa a fornirci un interessante resoconto numerico:

Alessandra Ghisleri di Euromedia Research, la sondaggista di fiducia del Cavaliere, li stima «attorno al 15-18 per cento», pur raccomandandosi di precisare che si tratta della valutazione «di questo momento», e che «il rapporto tra gli italiani e la politica è diventato tale che tutto evolve continuamente».

I calcoli di Nando Pagnoncelli, di Ipsos, portano a conclusioni pressoché uguali: «Gli ultimi sondaggi danno un Pdl guidato da Berlusconi al 25 per cento dei voti validi. Di questi voti, il 65 per cento è da considerare l’elettorato personale del Cavaliere». Vale a dire poco più del 16 per cento del totale dei voti validi

Tradotto in parole povere e considerando il flusso elettorale delle ultime politiche, sono oltre 5 milioni gli italiani che votano e voteranno sempre e solo Silvio Berlusconi. Il suo zoccolo duro, composto in gran parte da casalinghe, pensionati, con una parte residua dei "ceti produttivi" che in passato erano il suo punto di forza; mentre su altri lidi sono o stanno migrando operai (5 Stelle in larghissima maggioranza) e giovani imprenditori / professionisti (verso il Pd di Renzi). Certo, non occorre ricordare che negli ultimi anni il consenso personale del Cavaliere ha subito un crollo senza precedenti e che il Popolo della Libertà nell'ultima consultazione elettorale ha perso oltre 6 milioni di voti.

Ma c'è un dato indiscutibile: Silvio Berlusconi è uno dei pochi leader politici ad avere un serbatoio di voti personale, di persone che "no matter what" sulla scheda elettorale cercano e segnano solo il nome "Berlusconi". In Italia su questo piano non ha mai avuto concorrenza, almeno fino a qualche anno fa. Poi è spuntato Grillo, su cui il ragionamento è decisamente simile, al netto delle due differenze base: il capo politico del Movimento 5 Stelle non ha ancora cominciato (almeno tecnicamente) la sua avventura politica e soprattutto ha le mani libere da ogni tipo di impedimento. E poi c'è Renzi, che però il consenso deve ancora concretamente costruirlo (e servirà tempo ulteriore, come lui sa bene). Una condizione che dunque vede i tre principali esponenti dei primi 3 partiti italiani misurarsi anche in termini di consenso personale. Come del resto avviene in Europa da anni. In Italia ci arriviamo tardi e nel modo peggiore possibile. Ma questo poi è un altro discorso.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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