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Caso Cesare Battisti: Napolitano scrive al Presidente brasiliano Dilma Rousseff

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera riservata al nuovo presidente brasiliano Dilma Rousseff, in cui ha ribadito il dovere del Brasile di assicurare all’Italia l’ex terrorista Cesare Battisti.
A cura di Alfonso Biondi
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Napolitano

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come si apprende oggi da La Repubblica, ha scritto una lettera riservata al neo presidente del Brasile Dilma Rousseff, in cui pone ancora l’accento sulla necessità di estradare Cesare Battisti. L’aver scelto questo momento per ribadire il punto di vista italiano sulla questione è “strategico”: il mese prossimo, infatti, la Corte Suprema del Brasile dovrà pronunciarsi sulla decisione dell’ex presidente Lula di non estradare Battisti. Lula, infatti, aveva concesso asilo politico all’ex terrorista, nonostante l’Italia, e Napolitano in particolare (che aveva scritto anche a lui una lettera molto dura in cui si diceva amareggiato e contrariato per un simile comportamento), avessero fatto pressioni per farselo consegnare: in patria, infatti, l’uomo è stato condannato a quattro ergastoli.

In questa lettera, che è stata consegnata al neo Presidente brasiliano per mano dell’ambasciatore italiano a Brasilia, il Capo dello Stato italiano ha chiesto a Dilma, il cui governo aveva confermato la decisione di Lula, il rispetto degli accordi bilaterali, dichiarando che la decisione del Brasile è stata motivo di delusione e amarezza per l'Italia.  Per Napolitano:

Non è stato forse pienamente compreso il bisogno di giustizia del mio paese e dei familiari delle vittime di brutali e ingiustificati attacchi armati, nonché dei feriti in quegli attacchi e a stento sopravvissuti. Un bisogno di giustizia legato all'impegno col quale le istituzioni democratiche del mio paese e la collettività nazionale seppero reagire alla minaccia e ai colpi del terrorismo, riuscendo a sconfiggerlo secondo le regole dello Stato di diritto.

Inoltre il Presidente della Repubblica ha anche affermato che “non sono accettabili rimozioni, negazioni o letture romantiche dei fatti di sangue di quegli anni” e per questo motivo, pur confidando nella giustizia brasiliana, si è detto pronto a fare qualsiasi cosa sia in suo potere per assicurare Battisti alla giustizia italiana. Nonostante, quindi, Berlusconi abbia dichiarato qualche giorno fa che il caso Battisti non avrebbe cambiato i rapporti col Brasile, pare proprio che un altro rifiuto all’estradizione possa allontanare molto Italia e Brasile.

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