Calderone e la laurea della domenica alla Link, la ministra: “Mio titolo valido, attaccano me per colpire il governo”

Durante il Question time alla Camera, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha risposto alle interrogazioni sollevate dalle opposizioni in merito alle notizie emerse sulla sua carriera accademica e sui presunti vantaggi ottenuti grazie ai suoi titoli di studio. La deputata del M5S Valentina Barzotti ha sollevato dubbi sulla trasparenza del percorso universitario della ministra alla Link Campus University, evidenziando possibili irregolarità nei tempi e nelle modalità con cui ha conseguito la laurea. L'esponente pentastellata ha anche puntato il dito contro il presunto conflitto di interessi che coinvolgerebbe Calderone e suo marito, Rosario De Luca, attuale presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, ruolo che in passato è stato ricoperto dalla stessa ministra. Il legame tra la coppia e l'Ordine, unito al fatto che De Luca siede nel consiglio di amministrazione della Link Campus, avrebbe contribuito, secondo l'accusa, a creare una situazione di potenziale vantaggio per la ministra nel conseguimento della laurea.
La difesa della ministra: "Titoli pienamente legittimi"
Nel rispondere all'interrogazione, Calderone ha respinto con fermezza tutte le accuse, definendole "pretestuose" e basate su ricostruzioni distorte della realtà; la ministra ha poi ribadito che i suoi titoli accademici sono perfettamente legittimi e ottenuti nel rispetto delle procedure previste dalla normativa. L'università stessa, ha aggiunto Calderone, avrebbe confermato la regolarità del suo percorso di studi. Non solo, la ministra ha poi sottolineato che il conseguimento della laurea non le ha portato alcun vantaggio né a livello politico né professionale, ricordando che "per ricoprire l'incarico di ministro non è necessario alcun titolo accademico specifico". Ha poi rivendicato la sua carriera all'interno dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro e del Comitato Unitario delle Professioni, sottolineando di essere stata eletta a queste cariche per meriti personali e professionali.
"Dossieraggio politico, attacco strumentale"
Durante il Question time alla Camera, Calderone ha poi attaccato l'inchiesta giornalistica che ha portato alla luce la vicenda che la riguarda, parlando di una vera e propria "operazione di dossieraggio finalizzata a screditarla": secondo Calderone, si sarebbe trattato infatti di una diffusione illecita di dati personali con "fini propagandistici", a cui alcune forze politiche avrebbero deciso di prestare credibilità per attaccare il governo. A suo dire, la polemica non nasce quindi "da un reale interesse per la trasparenza", ma da un tentativo di "colpire l'esecutivo attraverso attacchi personali". Ha poi evidenziato come le riforme portate avanti dal governo, in particolare quelle legate al mondo del lavoro, abbiano incontrato resistenze da parte di chi, a suo dire, vorrebbe difendere vecchie logiche e posizioni di potere.
Calderone difende l'operato dell'esecutivo: "Con noi record di occupazione"
Nel suo intervento, Calderone ha anche difeso l'operato dell'esecutivo, rivendicando il successo delle riforme sul lavoro: ha ricordato di aver firmato la legge che ha abolito il reddito di cittadinanza e ha sottolineato come, contrariamente alle previsioni di alcuni critici, non ci siano state rivolte sociali, bensì un aumento dell'occupazione. La ministra ha poi evidenziato che l'Italia ha "raggiunto un record storico di oltre 24 milioni di lavoratori", sostenendo che questo sia "un risultato concreto" che i suoi oppositori non possono contestare, motivo per cui, secondo lei, si starebbe ricorrendo ad attacchi personali. Ha quindi poi ribadito che il governo non si farà intimidire e continuerà a lavorare per modernizzare il mercato del lavoro e superare "l'approccio assistenzialista" che, a suo dire, "ha danneggiato il sistema produttivo del Paese".
L'inchiesta
Le accuse mosse contro la ministra traggono origine da un'inchiesta del Fatto Quotidiano, che ha sollevato dubbi sulla regolarità del suo percorso accademico presso la Link Campus University. Secondo il quotidiano, Calderone avrebbe ottenuto la laurea triennale e magistrale tra il 2011 e il 2016, con modalità che sollevano perplessità: dall'aver sostenuto più esami nello stesso giorno, anche di domenica (giorno in cui l'università risulta chiusa), fino ai dubbi sulle agevolazioni economiche ricevute per le tasse universitarie. L'inchiesta evidenzia poi come la ministra abbia potuto beneficiare di una forte riduzione delle spese universitarie: per la magistrale avrebbe versato solo una quota simbolica, mentre molte delle rate risultano ancora oggi "scadute" e non pagate. Il giornale sostiene inoltre di aver visionato documenti ufficiali che confermerebbero le anomalie nei tempi e nelle modalità con cui ha sostenuto gli esami.
Le opposizioni chiedono un'informativa urgente
Intanto, Pd, M5s e Avs, hanno chiesto in aula una informativa urgente sul caso: "Avverto il dovere di informare quest'aula che nei minuti in cui noi eravamo qui a interloquire con la ministra Calderone, è arrivata una risposta ufficiale da parte del ministero dell'Università secondo cui "al momento del conseguimento della laurea triennale della ministra Calderone, l'università link si configurava come istituzione straniera. I titoli emessi, quindi, non risultano nell'anagrafe dei laureati", ha dichiarato in aula il deputato del Pd Arturo Scotto: "Questo significa che quello che ha sostenuto pochi minuti fa la ministra, dal punto di vista del ministero dell'università e quindi del Governo, non è vero. Chiediamo con urgenza di avere un'informativa della ministra dell'Università: vogliamo capire chi ha ragione". Alla richiesta si è associata anche Valentina Barzotti, deputata del Movimento 5 stelle, e il deputato di Avs, Franco Mari.
È importante precisare che la "risposta del ministero" a cui ha fatto riferimento il deputato Scotto non è però una nota del Mur, ma una risposta che il ministero avrebbe fornito al Fatto Quotidiano.