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Pena ridotta per Vanna Marchi e Stefania Nobile

Le due donne, condannate per bancarotta, a scontare rispettivamente 14 e 12 anni di carcere, avranno una riduzione di pena: accolta la richiesta dell’avvocato da parte della Quinta Sezione penale della Cassazione.
A cura di Daniela Caruso
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Vanna Marchi e Stefania Nobile

La Quinta sezione penale della Cassazione ha deciso di ridurre le pene di Vanna Marchi e della figlia Stefania Nobile: ricordiamo che le due donne furono condannate in appello per bancarotta a 14 anni per la madre e a 12 anni e 10 mesi per la figlia. Pene decurtate, rispettivamente, a 9 anni e 6 mesi per Vanna e 8 anni e un mese per Stefania. Tre i processi in totale a carico delle due donne: associazione per delinquere finalizzata alla truffa, attraverso amuleti, oggetti magici, numeri a lotto; sei truffe e bancarotta. La difesa delle due donne ha presentato ricorso e ha ottenuto uno sconto di pena per le proprie assistite. Gli avvocati delle due donne, infatti, hanno sostenuto che la pena era stata calcolata in modo errato. Liborio Cataliotti, uno dei legali, ha dichiarato che la pena "Era frutto del cumulo di tre diverse sentenze, per associazione a delinquere, bancarotta e truffe. Ebbene, nell'operare tale cumulo, la Corte di Appello di Milano aveva compiuto evidentissimi errori non solo di diritto ma di puro calcolo". 

L'imbonitrice televisiva, che attualmente lavora nel bar del genero a Milano, è in semilibertà dal 7 ottobre, mentre sua figlia è agli arresti domiciliari per motivi di salute. Rimodulato, dunque il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Milano il 22 aprile 2010, accusata di aver provocato la bancarotta della società Asce, azienda per la quale la Marchi lavorava e per la quale truffava gli spettatori che credevano nei suoi rimedi miracolosi. Il legale, inoltre, ha spiegato che, "Si avvicina il fine pena e quindi a breve chiederò l'affidamento in prova ai servizi sociali e la loro liberazione". Stefania Nobile non crede alla riduzione della pena: al telefono con l'avvocato, infatti, ha pronunciato queste parole: "Allora è vero, è vero…non ci credo ancora".


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