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Il Papa: “Eutanasia, aborto e nozze gay sono gravi minacce per la pace”

Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, c’è la durissima condanna del Santo Padre contro leggi sull’aborto, eutanasia e matrimoni gay.
A cura di Biagio Chiariello
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Papa Benedetto XVI a Loreto

Per Papa Benedetto XVI  le nozze gay, l'aborto e l'eutanasia sono minacce per la pace e non possono essere «tollerate» perché sono «attentati e delitti contro la vita». Una condanna durissima che non viene affidata a Twitter, dove Joseph Ratzinger è approdato da qualche giorno, ma ala messaggio per la Giornata Mondiale della Pace. Il Santo Padre lancia un monito decisa nei confronti di chi sostiene le leggi sull'interruzione della gravidanza e "dolce morte". Dito puntato anche  contro i «tentativi» di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna» «giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione». Per il Papa sono «un'offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace».

"Chi vuole la pace non può tollerare aborto e eutanasia" –  Per il Pontefice, «la vita in pienezza è il vertice della pace»: e quindi, «chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita». E' una «pace illusoria quelli di chi sostiene per esempio la liberalizzazione dell'aborto» dice Ratzinger. «Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine . continua il Papa – provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all'ambiente». E rincara la dose: «La fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l'uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace». Insomma, per il Papa aborto e eutanasia sono due «falsi diritti, basati su una visione riduttiva e relativistica dell'essere umano».

"Sì alle nozze gay, è una ferita alla pace e alla giustizia" –  «La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale», scrive il Papa, sottolineando come il principio dell' unione tra uomo e donna «inscritto nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l'umanità». Secondo Benedetto XVI, «l'azione della Chiesa deve promuoverli, tanto più quando questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un'offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace».

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