Otto anni dalla morte di Papa Giovanni Paolo II
“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!”: con queste parole Karol Wojtyla, il Papa polacco che ha scelto di prendere il nome di Giovanni Paolo II, si presentava ai fedeli nel giorno della messa di inaugurazione del pontificato. Era il lontano 1978, era l’inizio di un cammino che sarebbe stato lungo e a lungo ricordato dai fedeli e non solo. Papa Giovanni Paolo II morì alle 21.37 del 2 aprile del 2005: aveva 84 anni e da due giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate sensibilmente. L’annuncio della morte, in un clima di grande commozione, venne dato dal portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. L’ultima parola che Papa Giovanni Paolo II avrebbe pronunciato sarebbe stata “amen”. Il suo funerale fu celebrato da Joseph Ratzinger e la sua fu un’omelia accompagnata da molti applausi e dalle grida dei fedeli “Santo subito”. I cardinali riuniti dopo la sua morte scelsero come successore di Wojtyla proprio Joseph Ratzinger, il Papa tedesco che ha preso il nome di Benedetto XVI e che certamente sarà ricordato anche per il suo gesto insolito di dimettersi. Fu Ratzinger che, il 1 maggio del 2011, proclamò Beato Giovanni Paolo II.
Giovanni Paolo II potrebbe essere il primo Santo che proclamerà Francesco – Wojtyla fu un grande comunicatore, un instancabile viaggiatore, un Papa attento al dialogo con i giovani, che spesso richiamava ai principi dell’umiltà, capace di dialogare non solo con i fedeli e gli uomini di Chiesa ma anche con numerosi esponenti di altre religioni. I suoi viaggi lo portarono a conoscere luoghi in precedenza mai visitati dai suoi predecessori. E Giovanni Paolo II potrebbe essere il primo Santo che proclamerà Jorge Bergoglio, il Papa argentino eletto dopo le dimissioni di Ratzinger. Un Papa, Francesco, che per l’umiltà dimostrata nei primi giorni del suo pontificato è stato già più volte avvicinato alla figura di Wojtyla e che prima di partire per Roma e partecipare al Conclave aveva voluto celebrare una messa in onore del Papa polacco. Nell’omelia Francesco aveva detto: “Giovanni Paolo II è stato un testimone coerente del Signore, in comunione con il suo popolo, con la coerenza di un uomo di Dio. Con la coerenza di chi tutte le mattine passava molte ore in adorazione e per questo si lasciava plasmare dalla forza di Dio”. Un uomo che ha vissuto fino alla fine, secondo Francesco, da “testimone fedele”.