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Olimpiadi, domani Laure Manaudou contro Federica Pellegrini nella staffetta

Staffetta 4×100 misti: le due ex-regine del nuoto europeo hanno l’occasione di rinascere confrontandosi direttamente. Due storie simili, in vasca e fuori.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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France's Laure Manaudou attends a traini

Sembra una sfida d'altri tempi: Federica Pellegrini contro Laure Manaudou domani si affronteranno nella staffetta 4×100 misti. Un duello tra le due attuali ex-regine del nuoto europeo. A squadre, certo. Ma sembra tornato tutto come una volta, quando imponevano la loro "legge" in vasca. Due storie, le loro, che si somigliano tantissimo sia dentro che fuori la vasca, fatte di sfide, contrasti, gossip, prime pagine dei giornali. E chissà che una delle due, domani, non possa risorgere, trovando proprio contro la rivale storica una marcia in più. Del resto, si sa: è sempre difficile ripetersi. Lo sport è pieno in ogni sua branca di atleti in grado di fare imprese straordinarie e poi perdersi subito dopo. Federica Pellegrini, contro cui tutti si stanno scagliando contro in questi giorni è solo l’ultima di una lunga serie, che non finirà di certo con lei. Nel nuoto, tre nomi su tutti: Laure Manaudou, Ian Thorpe, Dara Torres. Tutti e tre talmente capaci di fare l’impossibile che poi si sono smarriti nell’ordinarietà.

Laure Manaudou è l’atleta la cui carriera e vita privata ricorda per certi versi quella di Federica Pellegrini. Bellissima, regina in vasca e sulle copertine dei giornali, conquista tre medaglie nel 2004 ad Atene, oltre a svariati titoli europei e mondiali, cancellando record su record, come quello nei 400 stile libero, che durava dal 1988, e che poi lei stessa ha ulteriormente migliorato di un altro secondo netto. Qualche problema fisico di scarso conto (nel 2007 si fratturò il quarto metatarso del piede sinistro dopo uno scherzo dei compagni di squadra che la lanciarono in acqua) non hanno mai minato il suo cammino, che sembrava essere quello di una divoratrice di medaglie assoluta. Poi, i problemi fuori dalla vasca. Il suo fidanzamento con Luca Marin la porta a trasferirsi in Italia, tesserandosi a Torino per Lapresse, dove già si allenava Marin: un tesseramento che durò tre mesi, costernato di polemiche a volte anche feroci, ma soprattutto dal pessimo rapporto con il tecnico Paolo Penso: poco impegno, poco rispetto, poca affinità con le compagne di squadra, le accuse che le furono mosse. Torna in Francia, riprende ad allenarsi e trova un nuovo compagno, il connazionale Benjamin Stasiulius. Per i francesi, questa notizia divenne motivo di grande festa. Le Monde scrisse che “finalmente ha mollato l’italiano”. Marin non la prende benissimo, e agli europei di quello stesso anno (dicembre 2007) che si svolgono a Debrecen, in Ungheria, hanno luogo le peggiori, ma anche più comprensibili, sceneggiate tra ex-fidanzati.

Sull’irruzione di Marin nella camera di chiamata, tanto si è detto e ancor più s’è scritto. La verità non la sapremo mai. La versione più accreditata (ma non per questo “ufficiale” o “veritiera”) è quella che descrive questa scena: la Manaudou sarebbe passata nell’area di riscaldamento in cui si trovava la squadra italiana e avrebbe tirato un anello con l’intento di colpire Luca Marin, ma finendo invece su Filippo Magnini, suo compagno di squadra. La ricostruzione, riportata dalla versione online Corriere della Sera del 15 dicembre 2007, appare plausibile. In seguito a questo gesto, Luca Marin avrebbe poi fatto irruzione nella camera di chiamata, rivolgendo pesanti epiteti alla sua ormai ex-fidanzata. Del resto, lo aveva già detto pubblicamente quello stesso giorno cosa pensasse di quello che lui stesso aveva definito il più grande amore della sua vita. “Ha fatto così con tutti i suoi ex e lo farà anche in futuro. Solo che stavolta ne ha scelto uno un po’ più brutto”. Il giorno dopo, quasi come fosse un film, compaiono su internet alcune foto della Manaudou in pose hard. C’è chi punta il dito contro Marin, ma lui nega energicamente. Anche qui, chi è stato non si saprà mai. Marin esce definitivamente dalla vita della Manaudou qualche tempo dopo, quando il nuotatore italiano si innamora di Federica Pellegrini, ma quella come si suol dire è un’altra storia.

La nuotatrice francese, intanto, comincia per la prima volta a risentirne in vasca. Non arriva a qualificarsi nei 200 metri stile libero, ma il record nazionale nei 100 metri dorso sembrava escludere un calo nel rendimento. Che invece avvenne pochi mesi dopo, ai Giochi Olimpici di Pechino, quando chiude ultima nella finale dei 400 metri stile libero, e penultima nei 100 metri dorso. Scoppia in lacrime, è il 12 agosto 2008, e si intuisce l'imminente ritiro. Che arriverà nel 2009 articolato in due fasi: prima, il 21 gennaio 2009 attraverso un comunicato stampa diffuso dal suo avvocato Didier Poulmaire. “Laure Manaudou ha deciso di porre fine alla sua stagione sportiva, al fine di concedersi una pausa nella preparazione”. Poi, quello ufficiale, arriva il 18 settembre dello stesso anno, annunciando il suo addio al nuoto agonistico. Sembra passata una vita, ma Laure ha solo 22 anni. Poco dopo resta incinta del suo nuovo compagno, Frédérick Bousquet, anche lui nuotatore: ad aprile nasce così la primogenita Manon e tutto lascia credere che sia davvero finita. Poi, un anno dopo l’annuncio: torna in vasca, vuole andare ai Giochi di Londra, e ci riesce. Ma non è davvero più lei. Nei 100 dorso viene eliminata nelle prime batterie. Domani in vasca di nuovo, nei 200 dorso e poi nella staffetta 4×100 misti. In quest’ultima, anche Federica Pellegrini. Con la quale in tante cose, purtroppo o per fortuna, si somiglia.

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