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“Stiamo con Raffaele Cutolo”: arrestati in 4, sono legati al cartello dei Casalesi

La Polizia ha arrestato 4 persone tra il Casertano e il Varesotto: sono stati condannati in via definitiva a 35 anni di reclusione complessivi, per estorsioni a commercianti a Teano.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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La Polizia di Stato ha arrestato, tra le province di Caserta e Varese, quattro uomini, condannati in via definitiva a un totale di 35 anni di reclusione per reati vari tra cui estorsione, lesioni e porto d'armi, commessi col metodo mafioso; le condanne sono l'esito delle indagini che avevano fatto luce su un gruppo criminale che, tra il 2016 e il 2019, aveva vessato imprenditori di Teano (Caserta) imponendo le estorsioni e i cui componenti, per intimorire le vittime, si presentavano come legati al superboss Raffaele Cutolo (morto nel 2021) o appartenenti al cartello dei Casalesi.

In manette sono finiti Michele Giuliano Aria, ex cutoliano, 65 anni, ritenuto a capo del gruppo, i figli Armando e Michele Jr, rispettivamente 43 e 37 anni, e il 64enne Francesco Faella. Il 37enne è stato catturato a Venegono Superiore, piccolo comune della provincia di Varese dove viveva e lavorava, mentre gli altri tre sono stati presi tra Teano e Vairano Patenora, nel Casertano. I provvedimenti di carcerazione sono stati emessi dall'Ufficio esecuzioni penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli e sono stati eseguiti dalle Squadre Mobili di Caserta e Varese e dal commissariato di Sessa Aurunca; i quattro sono stati portati nei carceri di Varese e Santa Maria Capua Vetere.

Le indagini sul gruppo criminale erano state condotte dalla Squadra Mobile di Caserta ed erano sfociate negli arresti nel 2020; secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tesi successivamente avallata dagli inquirenti, i quattro si erano resi responsabili di intimidazioni ai danni di alcuni commercianti di Teano; in particolare Aria e i figli si erano presentati come persone legate a Cutolo o ai Casalesi; a loro erano state attribuite aggressioni verbali e fisiche, anche con l'uso di mazze da baseball, e danneggiamenti alle attività commerciali; per l'avvio delle indagini era stata fondamentale la collaborazione delle vittime delle estorsioni.

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