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Scavi di Pompei, scoperta nuova “villa dei misteri” per il dio Dioniso. Alberto Angela le dedica uno speciale in tv

Nel Parco Archeologico di Pompei è stata scoperta una nuova “villa dei misteri” con un grande affresco di Dioniso. Una scoperta talmente sensazionale che Alberto Angela, questa sera, le dedicherà una puntata speciale del suo programma “Ulisse”.
A cura di Valerio Papadia
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Gli Scavi di Pompei regalano un'altra sensazionale scoperta: durante gli scavi che si stanno effettuando nell'insula 10 della Regio IX è stata infatti scoperta una nuova "villa dei misteri" con un grande affresco centrale dedicato al dio Dioniso, una megalografia (dal greco "dipinto grande") che gira intorno ai tre muri della stanza. L'affresco mostra il corteo di Dioniso, con baccanti che danzano e cacciano e satiri che suonano il flauto; al centro della composizione, una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia, una inizianda che sta per essere iniziata, tramite un rituale notturno, ai misteri di Dioniso.

Si tratta di una scoperta così importante che Alberto Angela le dedicherà una puntata speciale del suo programma "Ulisse – Il piacere della scoperta" in onda questa sera, 26 febbraio, su Rai Uno, dal titolo "Pompei, una grande scoperta". La megalografia di Dioniso rinvenuta nella villa, stando a quanto stabilito dalle prime indagini, sarebbe datata tra gli anni Quaranta e Trenta avanti Cristo; questo significa che, al momento dell'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo che distrusse e seppellì Pompei, il grande dipinto aveva già più di un secolo.

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"La caccia delle baccanti di Dioniso, a partire dalle ‘Baccanti’ di Euripide del 405 a.C., una delle più amate tragedie dell’antichità, diventa una metafora per una vita sfrenata, estatica, che mira a ‘qualcosa di diverso, di grande e di visibile’, come dice il coro nel testo di Euripide. La baccante esprimeva per gli antichi il lato selvaggio e indomabile della donna; la donna che abbandona i figli, la casa e la città, che esce dall’ordine maschile, per danzare libera, andare a caccia e mangiare carne cruda nelle montagne e nei boschi; insomma, l’opposto della donna ‘carina’, che emula Venere, dea dell’amore e delle nozze, la donna che si guarda nello specchio, che si ‘fa bella’" ha spiegato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei.

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