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Sant’Agnello Abate il 14 dicembre. La storia di ‘Aniello’ il santo dei proverbi che protegge Napoli

Sant’Agnello protettore delle donne gravide è uno dei 52 protettori di Napoli e si festeggia il 14 dicembre. Il santo con lo stendardo è particolarmente presente nei proverbi in dialetto partenopeo. Storica la diatriba con la città di Lucca sulla vera tomba dell’abate morto nel 596 d.C.
A cura di Redazione Napoli
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La tradizione linguistica napoletana è ricca di proverbi sui santi in particolare su Sant’Agnello abate. È comune sentire le espressioni come A Sant’Aniello ‘a jurnata fa’ ‘nu passo ‘e pecuriello! (A Sant’Aniello il giorno si allunga) oppure Zite ‘e murticielle va truvanno ‘o parrucchiano ‘e Sant’Aniello (ogni occasione è propizia per andare a casa degli altri) o ancora A sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello (nel giorno di Sant'Agnello non toccare né forbici né coltelli).

Al di là dell'aspetto linguistico, Sant'Agnello è molto caro alla storia napoletana. Egli nacque nella città partenopea al tempo dell'imperatore Maurizio, probabilmente nel 535 d. C. e qui morì il 14 dicembre del 596 d. C.. É conosciuto come il protettore delle partorienti essendo nato miracolosamente da una donna anziana. Sono tante le dicerie e le superstizioni che legano le donne incinte al santo napoletano.

Fu un monaco basiliano e successivamente sposò la regola di S'Agostino. Sant'Agnello fu molto amato dai napoletani e secondo la tradizione è sepolto nell'omonima chiesa a Caponapoli, anche se altre fonti sostengono che sia stato sepolto nella cattedrale di Lucca, dove pure è molto sentito il culto del santo. Durante il periodo in cui egli visse a Napoli, i napoletani si affidarono alla sua protezione per chiedere di liberare la città durante la battaglia tra i bizantini e Goti Longobardi. Si racconta che nell’anno 821 la città partenopea fu messa  sotto l’assedio dal longobardo Sicone, che non riuscì a espugnarla, grazie all’intervento del santo che insieme all’arcangelo Michele apparve sugli spalti delle mura terrorizzando i nemici.

È in virtù di questo episodio che Agnello viene raffigurato con lo stendardo in mano, entrando così tra i 52 protettori. La città di Napoli conservata con certezza nel busto reliquiario settecentesco posto nella cappella del tesoro di San Gennaro, la mandibola e parte della gola di Sant'Agnello. Secondo il calendario Sant'Agnello abate si festeggia il 14 dicembre.

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