
Perché Rita De Crescenzo, controversa tiktoker nota ai più ingenui come colei che trascinò folle oceaniche di napoletani a Roccaraso (mica vero) e Maria Rosaria Boccia, imprenditrice conosciuta per l'affaire Genny Sangiuliano in un'infuocata estate 2024 fanno comunella? Perché la signora De Crescenzo ha promosso la manifestazione del Movimento Cinque Stelle del 5 aprile a Roma convocata «contro le armi, per la pace»?
Per spiegarsi il "cambio di passo" della ex ormeggiatrice di Mergellina, arrestata nel 2017 e attualmente sotto processo per droga, occorre fare un salto indietro di qualche mese. Gennaio 2025, a Roccaraso c'è un enorme e incontrollato (da chi doveva farlo in loco) flusso turistico grazie alla neve. Molti sono napoletani, fra loro c'è la tiktoker che viene descritta da molti giornali e da molti talk show televisivi che finora non sapevano chi fosse, come capace di mobilitare le masse.
Per la prima volta Rita De Crescenzo assaggia una popolarità diversa dalle live di Tiktok, con Laura "La divina", che meriterebbe un capitolo a parte, dalle notti al "Grande fratello dei tiktoker napoletani": ospite frequente di Cruciani e della sua "Zanzara", intervistata da giornali e dai talk show delle tv private nazionali, la controversa influencer dalle centinaia di migliaia di followers anche se viene dalla strada con molto pragmatismo capisce una cosa e molto in fretta: se vuole scalare e migliorare la sua esposizione sui media deve metter le mani nella politica. Per un motivo semplice: la politica italiana è a volte qualcosa di così ridicolo da nutrirsi anche di questi epifenomeni.
Ed è allora che nasce l'incontro con una che invece la politica nazionale di questi anni l'ha vista bene da vicino: la pompeiana Maria Rosaria Boccia. Boccia dirige, De Crescenzo invece trascina (e viceversa, entrambe hanno delle competenze). Così nasce il podcast delle due, così nasce la notizia della partecipazione alla manifestazione dei 5 stelle, così un giorno sì e l'altro pure, Rita dice che le piacerebbe "scendere in campo". E chissà quante altre affermazioni un po' finto-scandalistiche, un po' populiste. Qualcuno finirà per crederci, intanto lei monetizza. Proprio come se la politica italiana fosse un'unica, grande, live di Tiktok. Potrebbe perfino non avere torto.
