Ristorante La Sonrisa: in Appello si decide la revoca della confisca del Castello delle Cerimonie

I legali del Grand Hotel La Sonrisa di Sant'Antonio Abate hanno fatto richiesta alla Corte di Appello di Roma per cancellare la confisca urbanistica, sancita con sentenza definitiva della Corte di Cassazione nel 2024, del celebre ristorante dei matrimoni napoletani, protagonista dello show "Il Castello delle Cerimonie" su RealTv-Discovery, che si trova nel Comune del Napoletano. L'udienza in Corte d'Appello è fissata per oggi, giovedì 3 aprile. I legali della struttura ricettiva, a quanto si apprende, avrebbero presentato una serie di incidenti di esecuzione negli scorsi mesi. Nel caso in cui la Corte di Appello di Roma dovesse rigettare la richiesta, i legali sono pronti a ricorrere in Cassazione.
A presentare la richiesta di cancellazione è stato l'avvocato Dario Vannetiello, legale di Donna "Imma", al secolo Concetta Polese, figlia di Don Antonio, il "Boss delle Cerimonie", sulla base di sette nuove prove scoperte recentemente dallo studio legale. A difendere il marito di donna Imma, Agostino Polese, invece, ci sono il professore e avvocato Andrea Castaldo e l'avvocato Veronica Paturzo.
La Sonrisa, struttura per ricevimenti di Sant'Antonio Abate, che sorge su un'area di oltre 40mila metri quadrati e dà lavoro ad oltre 300 persone, tra dipendenti, lavoratori stagionali e dell'indotto, è stata oggetto di una sentenza definitiva della Corte di Cassazione, emessa, giovedì 15 febbraio 2024 per lottizzazione abusiva, che prevede il passaggio diretto al Comune di Sant'Antonio Abate, guidato dal sindaco Ilaria Abagnale.
Il ristorante La Sonrisa resta aperto: c'è la proroga fino al 5 giugno
Il ristorante, tuttavia, ad oggi è ancora aperto e si tengono ricevimenti, matrimoni e comunioni e battesimi come da tradizione. Le attività ristorative, infatti, vanno avanti in virtù della proroga concessa dal Consiglio di Stato fino al 5 giugno 2025 per quanto riguarda il procedimento amministrativo che riguarda la revoca delle autorizzazioni e delle concessioni, emessa dal Comune lo scorso dicembre e oggetto poi di contenzioso amministrativo. La struttura, a quanto si è appreso negli scorsi mesi, sta pagando regolarmente un canone di indennità di occupazione al Comune, di circa 30mila euro al mese.
Le sette nuove prove per la revoca della confisca
Ma perché i legali de La Sonrisa hanno chiesto la cancellazione della confisca? Quest'ultima è stata disposta, come detto, con sentenza definitiva per lottizzazione abusiva. La decisione della Cassazione è arrivata a valle di alcune consulenze tecniche e immagini video. Secondo i legali della società, però, gli interventi edilizi non avrebbero trasformato il territorio, né vi sarebbe stato alcun pregiudizio per l'ambiente e il paesaggio. A giudizio del collegio difensivo, il processo non sarebbe proprio dovuto iniziare in quanto l'eventuale reato sarebbe stato già prescritto nel momento nel quale gli inquirenti hanno chiesto il giudizio.
Il secondo ricorso in Cassazione
C'è poi un secondo ricorso presentato dall'avvocato Dario Vannetiello questa volta in Cassazione. Con il quale, per ragioni diverse, i Polese sperano di rientrare in possesso dei beni che hanno gestito per decenni. Attualmente, come detto, è in corso il contenzioso amministrativo con il Comune di Sant'Antonio Abate sulla revoca di licenze e concessioni, con l'ultima proroga fissata al 5 giugno.