Le lacrime di Palmiro, pizzaiolo di Avellino col locale chiuso: “E chest’è …”

Le proteste contro decreti e ordinanze restrittive per arginare i contagi da Coronavirus hanno molte facce. C'è la faccia dei manifestanti che scendono in piazza, con esiti spesso altalenanti: frange violente pronte a devastare le città (è successo venerdì a Napoli) ma anche e al tempo stesso tanta brava gente, spaventata arrabbiata e disperata perché in casa viene a mancare lo stipendio, cioè i lavoratori della ristorazione e il grande indotto legato agli eventi, gente che ieri ha sfilato in piazza Plebiscito pacificamente.
Ma se i riflettori sono puntati su Napoli, chi racconta le altre "province dell'impero"? Le piccole Avellino e Benevento, dove il contagio morde come nelle altre parti (ma meno del capoluogo regionale) e dove la crisi mette in ginocchio tutto e tutti ? "Erreclub's" di Palmiro Ragno nella centrale via Chiesa Conservatorio è una di quelle pizzerie di provincia che puntano tutto sui clienti affezionati, sul domicilio e sulla qualità che porta al passa parola: sul sito ci sono menù con una lunghissima fila di pizze e focacce possibili, ci sono orari, modalità di consegna e su Facebook si vede pure quanto i gestori del locale si siano adoperati da marzo ad oggi per superare con ottimismo limitazioni e lockdown.
Stavolta invece, su Facebook hanno voluto pubblicare una foto che dice molto di questo locale a gestore familiare e del dolore di tanti esercizi commerciali della Campania: i due titolari affranti e commossi, seduti sulla panchina davanti al portone del locale chiuso, il più giovane che consola il più anziano. Una sola frase a commento, in dialetto ma comprensibile da tutti: «E chest'è», e questo è.