video suggerito
video suggerito

Neonato ustionato a Portici, chiesta condanna a 15 e 12 anni per i genitori

La Procura di Napoli ha chiesto 15 e 12 anni di reclusione per i genitori di Vincenzo, il neonato di Portici gravemente ustionato a 4 giorni di vita.
A cura di Nico Falco
494 CONDIVISIONI
Immagine

Quindici anni di reclusione per Concetto Bocchetti, 12 anni per Alessandra Terracciano, per i reati di maltrattamenti, lesioni e abbandono di minori. Sono le pene richieste dalla Procura di Napoli (pm Francesca De Renzis e l'aggiunto Raffaello Falcone) nei confronti dei due imputati, genitori biologici del piccolo Vincenzo, il bimbo nato a Portici, in provincia di Napoli, il 16 marzo scorso e ritrovato gravemente ferito quattro giorni dopo da carabinieri e medici del 118. Il piccolo, che era nato in casa, aveva sul corpo ustioni gravissime, probabilmente di tipo chimico e causate da un prodotto non adatto usato per lavarlo.

All'appartamento di via Diaz i carabinieri erano arrivati in seguito a una segnalazione. Il piccolo, in fin di vita, era stato trasportato d'urgenza in ospedale mentre per i genitori era scattato il fermo. Il bambino era stato ricoverato al Santobono di Napoli, inizialmente nella Terapia Intensiva neonatale, e sottoposto a diversi interventi chirurgici, tra cui un trapianto di cute per via delle lesioni provocate dalle ustioni. È stato dichiarato ufficialmente fuori pericolo soltanto cinque mesi dopo e lo scorso maggio il Tribunale ha individuato per lui una nuova famiglia a cui è stato affidato dopo le dimissioni, ad agosto.

La coppia ha altri sette figli, nati anche da precedenti relazioni, tutti inseriti nei piani di affidamento e poi di adozione. Dalle indagini è inoltre emerso che la donna era già in cura per patologie psichiatriche (motivo che ha portato alla richiesta di condanna più lieve, dovuta all'attenuante, concessa, della seminfermità mentale); sia Bocchetti sia la Terracciano avevano perduto la patria potestà, anche nei confronti del bimbo che ancora non era nato; il provvedimento era del 10 marzo, probabilmente avevano nascosto il parto, e non avevano registrato il bimbo all'anagrafe, per paura che anche quello venisse loro tolto.

494 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views