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Auto a noleggio, rubate o sequestrate: tutte smontate nel capannone del Casertano

I carabinieri hanno arrestato due persone, coinvolte in un traffico di auto rubate: i veicoli venivano smontati in una società di autonoleggio a Trentola Ducenta (Caserta).
A cura di Nico Falco
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L'intervento dei carabinieri nella società di autodemolizioni a Trentola Ducenta (Caserta)
L'intervento dei carabinieri nella società di autodemolizioni a Trentola Ducenta (Caserta)

Quella società di autodemolizioni di Trentola Ducenta (Caserta), hanno ricostruito i carabinieri, faceva sparire automobili di ogni tipo: che fossero rubate, sottoposte a sequestro amministrativo, anche noleggiate, entravano integre e uscivano in pezzi, pronte per essere rivendute come ricambi. Una "fitta e stabile rete di attività di smontaggio di parti meccaniche e carrozzeria", così la definisce la Procura di Napoli Nord. Le indagini hanno portato all'arresto di due persone: oltre a P. S., 50enne di Trentola Ducenta, titolare della società, è finito in manette M. V., 30enne di Mugnano (Napoli), titolare di una società di autonoleggio; per entrambi sono stati disposti i domiciliari, sono accusati di riciclaggio, appropriazione indebita e favoreggiamento personale.

Le indagini sono partite a seguito della segnalazione arrivata da una società di noleggio di autovetture del Nord Italia, che aveva contattato i carabinieri di Trentola Ducenta. Avevano perso le tracce di una loro automobile ma potevano ancora rilevare il segnale emesso dal localizzatore satellitare. Seguendo quella traccia i militari sono arrivati alla carcassa di un motore adagiata sul pavimento della società di autodemolizioni. È scattato il controllo ed è saltato fuori anche il telaio. Ed è stato chiaro che l'automobile scomparsa era stata in realtà fatta a pezzi. Dagli accertamenti è quindi emerso che M. V., dopo avere noleggiato la vettura dalla società del nord, aveva registrato la consegna alla società di demolizione con dei documenti intestati a una persona inesistente, e aveva predisposto anche un falso contratto di sub-noleggio, appropriandosi così del veicolo e facendolo poi demolire.

Gli altri reati sono stati documentati tramite i filmati del sistema di videosorveglianza e quelli estrapolati da altre telecamere che i carabinieri hanno installato all'esterno dei locali per le indagini. È così emerso che in quei capannone il titolare, di persona o per tramite dei suoi dipendenti, faceva sparire automobili rubate; stessa sorte anche per veicoli che erano stati sottoposti a sequestro amministrativo e per i quali gli stessi proprietari, dell'agro-aversano e del Napoletano, avevano denunciato il furto o la perdita di possesso. Le verifiche sono state estese ai documenti contabili dell'azienda, accertando che nei registri non venivano annotati quei veicoli, moto e auto, per i quali il titolare era certo della provenienza illecita. Tutte le parti smontate venivano infine rivendute. Ulteriori controlli sono stati effettuati anche con l'ausilio dell'Arpac, e sono stati accertati illeciti anche in materia ambientale.

Il gip del Tribunale di Napoli Nord ha disposto, oltre agli arresti domiciliari per i due indagati, il sequestro preventivo della società di autodemolizione " al fine di interrompere la commistione tra attività lecite/illecite ed i conseguenti profitti illeciti provenienti dall'attività di riciclaggio dei veicoli, che vanno dunque a confondersi, o meglio a fondersi, con l'attività della società". La società e le relative quote saranno affidate ad un amministratore giudiziario.

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