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La “marmotta esplosiva” per sfondare il bancomat e raccogliere i soldi. Ladro scoperto da una macchia di sangue

A distanza di 3 anni è finito ai domiciliari un 28enne del Beneventano: è accusato di un furto in banca con la tecnica della “marmotta esplosiva”, incastrato da tracce di sangue.
A cura di Nico Falco
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Marmotta esplosiva (immagine di repertorio)
Marmotta esplosiva (immagine di repertorio)

I carabinieri sono arrivati a lui grazie alle tracce di sangue lasciate sul vetro della banca: i carabinieri del Ris di Roma hanno trovato la corrispondenza nella Banca Nazionale del Dna, il suo profilo genetico era già censito. A distanza di quasi tre anni, un 28enne di Benevento è finito ai domiciliari con l'accusa di furto pluriaggravato: è accusato di avere svaligiato il Bancomat di una banca con la tecnica della "marmotta esplosiva" insieme ad altre persone non ancora identificate.

Cosa è la marmotta esplosiva per i furti in banca

I fatti contestati risalgono al 18 maggio 2019, quando il bancomat della filiale della Banca Popolare di Novara di San Bartolomeo in Galdo (Benevento) è stato fatto esplodere nel cuore della notte. I ladri, almeno in due e con volto travisato, avevano usato una marmotta esplosiva.

Di che si tratta? una lastra di ferro con fissato un congegno esplosivo che viene infilato a forza in una delle fenditure dell'Atm, solitamente quella dell'emissione delle banconote; una volta dentro, l'esplosivo viene fatto detonare, sventrando il bancomat e spesso danneggiando anche gli altri arredi e le mura dell'edificio.

Incastrato dalle tracce di sangue, 28enne ai domiciliari

I ladri erano riusciti a scappare con un bottino di 66mila euro. In quella circostanza, durante il sopralluogo, i carabinieri dell'Aliquota Operativa della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo e il personale specializzato del Comando Provinciale di Benevento avevano trovato delle tracce di sangue sul vetro blindato della porta di ingresso: chi aveva posizionato la marmotta si era probabilmente ferito.

Il sangue è stato analizzato dai Ris di Roma e il profilo genetico è risultato compatibile con quello del 28enne. L'uomo è stato quindi raggiunto dalla misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Benevento su richiesta della Procura locale ed eseguita oggi, 7 febbraio, dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo.

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