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Letame davanti alla Prefettura e tensioni con la polizia al corteo contro Ddl Sicurezza a Napoli

Questa sera nel centro di Napoli corteo contro il Dl Sicurezza: i manifestanti hanno scaricato letame davanti al Palazzo di Governo, in piazza del Plebiscito.
A cura di Nico Falco
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Il letame scaricato davanti alla Prefettura, presidiata dalla Polizia (foto Mezzocannone Occupato)
Il letame scaricato davanti alla Prefettura, presidiata dalla Polizia (foto Mezzocannone Occupato)

Momenti di tensione ci sono stati questa sera, 4 aprile, nel corso della manifestazione promossa dalla rete "A pieno regime – NO ddl sicurezza": un gruppo di giovani ha lanciato del letame davanti alla sede della Prefettura di Napoli, in piazza del Plebiscito, presidiata da un folto cordone di polizia. Tra i manifestanti e gli agenti c'è stato un confronto, anche verbale, durato una manciata di minuti, fino a quando il corteo, composto da un centinaio di persone, si è spostato in direzione di piazza Municipio.

Il decreto è stato approvato stasera dal Governo; dopo la pubblicazione il testo entrerà subito in vigore e passerà al Parlamento, che avrà 60 giorni di tempo per convertirlo in legge. Tra le nuove norme introdotte ci sono quelle che aumentano le possibili pene per reati connessi alle manifestazioni (compresi i blocchi stradali).

I manifestanti sono partiti da largo Berlinguer, alcuni hanno sfilato lungo via Toledo dietro uno striscione con la scritta: "Fermiamo il golpe burocratico. Smantelliamo il governo Meloni. No ddl sicurezza". Arrivati in piazza del Plebiscito c'è stato il lancio del letame, a pochi metri dal Palazzo di Governo. La Cgil ha aderito alla manifestazione. Il segretario generale di Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha detto: "Il Governo in queste ore ha riunito il Consiglio dei ministri per fare un altro colpo di mano, evitare confronti in parlamento e limitare ulteriormente la democrazia. Il decreto che noi chiamiamo decreto sicurezza, il 1660, non va bene, lede il diritto di manifestare in piazza, di riunirsi, di scioperare e soprattutto lede la libertà del diritto di sciopero, gli studenti che protestano per una scuola e un'università pubblica libera. È un'idea di democrazia che non ci convince".

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