L’ecomostro dei Colli Aminei sarà abbattuto il 22 maggio: demolito a mano, ci vorranno 2 mesi

Partiranno il 22 maggio i lavori di abbattimento del palazzo abusivo di viale Colli Aminei 11/A a Napoli, che si trova nella curva poco dopo l'ospedale CTO. Nei prossimi giorni si comincerà a montare l'impalcatura. I tre piani alti saranno demoliti "a mano" dagli operai. Mentre in una seconda fase sarà utilizzato un macchinario per completare lo sgombero delle aree. L'intera operazione richiederà circa due mesi. Tutto dovrebbe essere completato entro il 30 giugno prossimo, secondo le previsioni del Comune di Napoli.
Sulla vicenda interviene il consigliere comunale Gennaro Acampora (PD), che ha seguito l'iter della pratica fin dall'inizio:
Finalmente si sono stabilite le date per l'avvio dei lavori ed è stata fatta una programmazione con l'obiettivo di avere il minor impatto possibile sulla viabilità. Abbiamo chiesto il supporto della Polizia Locale. La fase dei lavori che potrebbe creare maggiori disagi è stata comunque spostata a dopo la chiusura delle scuole, andando a ridurre, quindi le eventuali difficoltà per la cittadinanza".
Il piano viabilità del Comune
Da mercoledì 22 maggio a domenica 30 giugno per consentire lo svolgimento della demolizione del fabbricato sito in viale Colli Aminei 11/A sarà allestito un ponteggio che andrà ad occupare l’intero marciapiede prospiciente l’edificio oggetto di intervento.
I lavori saranno eseguiti senza interruzione del traffico veicolare e per consentire il transito dei pedoni saranno utilizzati gli attraversamenti pedonali già esistenti, a monte e a valle dell’area occupata. Inoltre, sul fronte stradale opposto è già statopredisposto un camminamento pedonale protetto per altri lavori in essere riguardanti la demolizione e la ricostruzione della scuola d’infanzia Ovidio Decroly, in viale Colli Aminei 18/B.
Il palazzo di viale Colli Aminei fu iniziato nel 1961, ma non è mai stato ultimato. Il Comune di Napoli, dopo la revoca delle concessioni edilizie e il diniego di condono, ne aveva ordinato la demolizione nel 2001, ma era stata annullata dal Tar per un vizio di forma. Dopo quasi 20 anni, nel 2020 è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato il giudizio di primo grado, dove anche Legambiente Campania Onlus si era costituita ad opponendum. L'edificio di 6 piani, nel corso degli anni era diventato anche ricovero per tossicodipendenti e senzatetto, come riscontrato dalla Polizia Municipale.