La madre della 12enne stuprata a Caivano allontanata dai figli: vietato qualsiasi contatto
Nessun incontro, nessuna forma di comunicazione: il Tribunale per i Minorenni ha rigetto la richiesta di annullamento del provvedimento adottato nei confronti della madre della 12enne vittima, insieme alla cuginetta di 10, degli stupri di gruppo a Caivano, in provincia di Napoli. Per domani, intanto, è stato fissato l'incidente probatorio: le due ragazzine verranno sentite in ambiente protetto, in modo da cristallizzare le loro dichiarazioni già nella fase delle indagini preliminari, prima del dibattimento, in modo soprattutto da evitare contaminazioni o dispersioni dei ricordi.
Tribunale conferma: la 12enne e i fratelli allontanati dalla famiglia
Le due cuginette erano state collocate in comunità già nelle prime fasi delle indagini, in due strutture diverse per evitare che parlassero tra loro dell'accaduto e preservare quindi i ricordi che avrebbero poi riferito agli inquirenti. La decisione era stata presa in seguito alle relazioni dei servizi sociali, insieme alla 12enne erano stati allontanati dalla famiglia anche due dei fratelli, in casa era rimasto soltanto l'ultimo, che è da poco maggiorenne.
Non era stato ritenuto idoneo il contesto sociale, ovvero il Parco Verde di Caivano, ma nemmeno quello familiare, gli assistenti sociali avevano sostenuto che anche quest'ultimo, per mancato controllo, aveva in qualche modo "favorito" quello che sarebbe poi accaduto, e sottolineato «la grave incuria dei genitori che, con ogni evidenza, hanno omesso di esercitare sulla figlia il necessario controllo, così esponendola a pericolo per la propria incolumità». Il provvedimento era stato successivamente confermato dal Tribunale. La madre della 12enne, attraverso l'avvocato Angelo Pisani, aveva chiesto di rivedere la figlia, ma inutilmente; era stata poi presentata la richiesta di annullamento, rigettata.