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La camorra spara tra la folla in pieno giorno, sale la tensione a Pianura

Sale la tensione a Pianura, dove ieri pomeriggio su via Cannavino alcuni sicari hanno preso a sparare tra la folla che, spaventata, è fuggita in tutte le direzioni alla rinfusa. Sei i bossoli recuperati dalle forze dell’ordine. Sullo sfondo, una faida per ora “fredda” tra gli eredi del vecchio clan Pesce-Marfella e quelli dei Calone-Marsicano per il controllo del territorio.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Un'altra sparatoria, ancora a Pianura ed ancora nel territorio considerato ex roccaforte del vecchio clan Pesce-Marfella . Sale la tensione nel quartiere nord-occidentale di Napoli dopo la stesa di ieri pomeriggio, soltanto l'ultima di una lunga serie iniziata da diverso tempo. La paura è che ora, dagli episodi di intimidazione tipici di una guerra "fredda", si possa passare ad una guerra "calda" tra i clan. Per ora gli episodi si stanno infatti limitando a "dimostrazioni" di forza da una parte e dall'altra.

L'episodio di ieri è avvenuto su via Cannavino, nei pressi della casa del ras locale Lorenzo Carillo che sarebbe considerato dalle ultime informative come l'erede diretto del clan Pesce-Marfella. A sparare sarebbero stati almeno due sicari, arrivati a bordo di scooter: colpi esplosi in aria tra la folla che, spaventata, ha iniziato a scappare in tutte le direzioni, nel panico totale. Recuperati sei bossoli da parte degli uomini della Polizia Scientifica, ma non è escluso che possano essere stati esplosi anche più colpi. I sospetti cadono sul clan dei Calone-Marsicano, desideroso di una prova di forza in pieno territorio rivale. L'obiettivo finale di entrambi gli schieramenti è il controllo delle attività criminali della zona, in primis quello relativo alle piazze di spaccio.

Esattamente un mese fa, identica scena nella vicina via Torricelli: tredici i bossoli recuperati in quell'occasione dalla polizia di stato, anche in quel caso una intimidazione tra clan rivali. L'episodio avvenne in piena notte, ma la consequenzialità e la ciclicità degli eventi lasciano temere il peggio in vista dei prossimi mesi, qualora questi episodi di guerra "fredda" sfocino in una guerra "calda", ovvero in una ennesima faida di camorra tra clan per il controllo del territorio e per la ridefinizione delle alleanze locali.

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