Jabil di Marcianise, da oggi al via le lettere di licenziamento per più di 400 operai

Tensione e sconforto tra i lavoratori Jabil di Marcinise che a partire da oggi, e per i prossimi 120 giorni, potrebbero ricevere una lettera di licenziamento.
A cura di Luca Leva
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Varcano i cancelli sotto un cielo grigio che promette tempesta i lavoratori dello stabilimento Jabil di Marcinise che, a partire da oggi, possono concretamente aspettarsi di ricevere una lettera di licenziamento da parte dell'azienda. Si è conclusa, infatti, la procedura collettiva e, se non dovessero spuntare nuove proposte o soluzioni, questi 408 dipendenti saranno le ennesime vittime di uno smantellamento che non tutti considerano inevitabile. "Come vedi mentre parliamo entrano ed escono camion – ci racconta uno degli operai – stiamo lavorando normalmente, a pieno regime. Anzi, non si è mai lavorato così tanto e proprio non si capisce perché questa azienda debba chiudere"

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Ad ora, in vista di un incontro al Ministero fissato per il prossimo 16 aprile, l'unica proposta concreta per salvare lo stipendio sarebbe accettare la cessione dello stabilimento, con annesso passaggio di tutti i dipendenti, alla Tme Assembly Engineering Srl, nuova società costituita dalla Tme Srl e da Invitalia. "Questa ipotesi l'abbiamo già scartata – spiegano i lavoratori – perché questa azienda non ha la struttura economica, né imprenditoriale, per mandare avanti uno stabilimento del genere con 400 operai altamente specializzati".

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Tante le famiglie monoreddito, tantissimi con mutui e affitti sulle spalle. "Io mantengo due figli all'università con il mio stipendio – racconta un'operaia – e a questo punto so che può crollarmi tutto sulle spalle da un momento all'altro con l'arrivo di questa benedetta lettera di licenziamento". Non ci stanno, questi operai che di sacrifici ne hanno fatti già tanti. Tantissimi, infatti, sono gli anni di cassa integrazione che hanno dovuto sostenere ed ora si sentono traditi. "Questa azienda sembra voglia andare via in pace ma io non credo che ci lascerà una condizione di pace – dice un operaio poco prima di timbrare il cartellino – la sensazione è che lascerà qui solo guerra, una guerra tra di noi".

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