I dazi di Trump spremono anche il pomodoro San Marzano dop: “Il rischio è che a rimetterci siano gli agricoltori”

"Di crisi del genere ce ne sono state tante, questa volta però manca la buona volontà per trovare un accordo". Edoardo Ruggiero, titolare dell'azienda Gustarosso, è fra gli imprenditori campani del settore agroalimentare che verranno colpiti dai dazi statunitensi. Il suo pomodoro San Marzano dop, eccellenza dell'agro sarnese-nocerino, è tra i prodotti esportati negli Stati Uniti più apprezzati dai consumatori.
Donald Trump ha fatto la sua mossa, dazi al 20% sui prodotti dell'Unione Europea.
"E sicuramente non è un fatto positivo, questo è fuori dubbio. Nel nostro settore, e sul pomodoro San Marzano in generale, sarà un bel problema. Gran parte del nostro prodotto va proprio negli Stati Uniti. Certo, ci sono state altre crisi del genere, però questa volta manca la volontà di trovare un accordo".
Lei quanto esporta negli Stati Uniti?
"Parliamo di 200, 250mila quintali di pomodoro trasformato. E per ogni cassa di prodotto confezionato ne servono tre di pomodori integri".
Cosa cambierebbe con questo aumento?
"Ci saranno costi maggiori, anche su chi produce, e quindi margini inferiori di guadagno. Perché a questo punto per trovare una soluzione si può soltanto stringere i margini. E già il cambio era favorevole per i distributori. Nel nostro caso, come cooperativa, significa dover liquidare qualcosa in meno agli agricoltori. E noi non lo vogliamo fare. Noi anzi dobbiamo tutelare gli agricoltori. La ripercussione così è tutta sulla filiera".
Potrebbero essere loro le prime vittime di questa guerra commerciale?
"Sì, però secondo me più che commerciale questa è una guerra politica. Non c'è un reale motivo per mettere questi dazi. Secondo me è solo una questione di supremazia tra America e Europa ed è fondamentale non partire a guerra. È fondamentale interloquire, dobbiamo tutelare noi stessi e anche l'originalità dei nostri prodotti".
Cosa intende?
"Ci sono molti prodotti, in America, che passano come italiani, ma che in realtà non sono italiani. Lì, il San Marzano, non è tutelato. È Dop solo a livello europeo, negli Stati Uniti mettono solo le etichette che spesso inducono all'errore. A nessuno è importato a livello europeo. Ora tutti si lamentano dei dazi, ma il problema principale è la contraffazione".
Quindi per contrastare i dazi si deve partire dall'Europa?
"Sì. Tutelando anche e soprattutto la rappresentatività del prodotto. Abbiamo fatto una battaglia perché l'Europa insistesse sul riconoscimento del Dop da parte internazionale e in particolare americana. È ancora tutto fermo e in America si inventano pomodori con nomi italianeggianti per vendere di più. E la cosa triste è che fanno così con tutti i prodotti che vengono esportati dall'Italia".