I dazi americani colpiscono la Campania, De Luca: “Rischiamo un danno di mezzo miliardo di euro”

Un danno da mezzo miliardo di euro. È quello che la regione Campania rischia a causa delle politiche economiche del presidente americano Donald Trump. Parola del governatore Vincenzo De Luca. "Dobbiamo sapere", ha dichiarato il politico italiano parlando con i giornalisti a margine della presentazione del progetto per il nuovo Ospedale pediatrico Santobono di Napoli, "che ci sarà un problema con i dazi Usa. Noi valutiamo che per quello che riguarda i principali flussi di esportazione della Regione Campania negli Stati Uniti, avremo un danno di mezzo miliardo di euro".
Insomma, gli effetti negativi delle decisioni made in Usa si fanno sentire anche lungo le coste del Mare nostrum. "In modo particolare", ha spiegato De Luca, "sull'agroalimentare e sul settore farmaceutico. E quindi dobbiamo sapere che potremo subire dei colpi anche rilevanti. Credo che si debba aprire in ogni caso una trattativa con gli Stati Uniti, in cui ovviamente i personaggi non sono particolarmente affidabili. Io guardo al modo di presentarsi di Trump e di un altro squinternato che è Musk, uomo pieno di soldi ma non molto equilibrato per quello che mi riguarda".
Il governatore, però, ha aperto alla possibilità di una trattativa, "altrimenti", ha chiosato, "dovremo imboccare una strada che non è mai gradevole, quella delle ritorsioni nei dazi. Non credo che sia una strada che porti lontano, quindi ci auguriamo che anche per i problemi che ci saranno prima o poi negli Stati Uniti d'America, dove avranno un aumento dei prezzi al consumo, ci possa essere una posizione maggiormente equilibrata anche del Governo americano".
Quella illustrata dalla Regione è una situazione di alta criticità fotografata anche dallo Svimez, l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno. Per il direttore generale Luca Bianchi "la Campania è la regione che subirebbe in maniera più forte l'impatto dei dazi statunitensi". Un danno che segnerebbe un meno 11% per l'export, che tradotto significa circa 3mila posti di lavoro a rischio nella sola regione.