I carabinieri alla cornetteria Il Ciottolo a Napoli, verifiche di Nas e Ispettorato del Lavoro. L’azienda: “Siamo regolarmente aperti”

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Contestate irregolarità sul lavoro e sull’igiene alla nota attività. Il locale replica: aperti e operativi, la sospensione parte dal 19 ottobre ed è revocabile.

Tredici persone al lavoro nel cuore della notte, tra i banconi dove si farciscono i «super cornetti» che per i frequentatori della movida napoletana sono una tappa fissa fin dalla fine degli anni Ottanta. Cinque di loro, secondo quanto accertato dai carabinieri, non risultano in regola. Succede a "Il Ciottolo", la nota cornetteria di via Amerigo Vespucci (molti individuano ancora quel tratto come via Marina) a Napoli, di fronte al palazzo dell’ex Collocamento, finita sotto controllo durante un servizio a largo raggio dei militari del Gruppo di Napoli.

L’ispezione fa parte di un’operazione sul territorio della movida cittadina, proseguita fino alle prime luci del giorno, a cui hanno partecipato anche il Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro e il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli. Obiettivo dei controlli, spiega il comando provinciale, contrastare l’illegalità diffusa e le irregolarità in ambito lavorativo e sanitario.

Dagli accertamenti dell'Ispettorato sono emerse, secondo la nota dei carabinieri, diverse violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e tutela dei lavoratori. Su tredici persone presenti, cinque risultano impiegate senza contratto: sono state contestate cinque violazioni amministrative, con sanzioni per lavoro irregolare pari a 19.500 euro. Contestate anche tre contravvenzioni penali, per quasi 5mila euro complessivi, relative all'omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, alla mancata formazione del personale e alle carenze negli ambienti di lavoro. Il titolare, un uomo di sessant'anni, è stato denunciato per violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Per l'attività è stato inoltre adottato un «provvedimento di sospensione», come spiega in una nota il comando provinciale dei carabinieri di Napoli.

Sul fronte igienico-sanitario, sempre stando alla nota, i militari del Nas hanno rilevato macchie di umidità nei locali adibiti a deposito, contenitori per i rifiuti non idonei e un’apparecchiatura frigorifera con alimenti deperibili priva del rilevatore di temperatura. Per queste violazioni sono state elevate sanzioni amministrative per tremila euro. Sommando multe e contravvenzioni, il conto supera i 27mila euro. Il titolare è da ritenersi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

La replica de Il Ciottolo

Dopo la pubblicazione della notizia, la cornetteria Il Ciottolo ha replicato con una nota diffusa sui propri canali social. I titolari precisano che «ad oggi» il locale è «regolarmente aperto e operativo» e smentiscono le notizie che parlano di una chiusura già avvenuta, definendo la ricostruzione «gravemente lesiva della nostra reputazione commerciale».

Secondo la versione dell’azienda, il provvedimento ispettivo non ha disposto alcuna interruzione immediata del servizio, ma una sospensione differita, con efficacia dalle ore 12 di lunedì 19 ottobre 2026, a due giorni dalla notifica. L'atto, sempre secondo i titolari, prevede espressamente la riserva di annullamento e revoca della sospensione non appena l'azienda avrà depositato la documentazione di regolarizzazione delle posizioni lavorative e provveduto al pagamento delle sanzioni pecuniarie.

L'azienda fa altresì sapere di essersi già attivata per adempiere nei termini di legge, «al fine di garantire la piena e regolare continuità aziendale senza alcuna interruzione». Nel comunicato social il locale sostiene inoltre che «nel verbale non risultino contestazioni di carenze alimentari».

Nel pomeriggio, poco dopo le ore 15, davanti al locale napoletano, si è presentato il deputato napoletano Francesco Emilio Borrelli che ha mostrato l'attività chiusa questo pomeriggio ed ha ricordato delle vicende che lo hanno visto contrapporsi all'attività alcuni anni fa, quando Borrelli era consigliere regionale in Campania: i in quel caso Borrelli ha vinto in due gradi di giudizio (manca solo la Cassazione) per il furto del suo cellulare durante una diretta per denunciare irregolarità.

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Francesco Emilio Borrelli
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