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Prof in pensione uccide la badante della sorella a Torre Annunziata: “Non la curava bene”

“Non la curava bene”: sarebbe questo il motivo che ha spinto Reibaldi, prof in pensione, a uccidere Maria Baran, badante della sorella, a Torre Annunziata.
A cura di Nico Falco
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La vittima, Maria Baran
La vittima, Maria Baran

Incomprensioni, forse vecchi litigi, discussioni di carattere personale, più probabilmente legati al lavoro di lei. Ancora non è chiaro il motivo che ha portato Pellegrino Reibaldi, 81enne di Torre Annunziata, a uccidere la 67enne ucraina Maria Baran, che faceva da badante alla sorella. La tragedia nel primo pomeriggio di ieri, 15 dicembre, in un appartamento di via Gambardella, nel comune della provincia di Napoli.

Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, Reibaldi non ha opposto resistenza. Ha consegnato l'arma e ha mostrato dov'era il corpo. Dopo un paio d'ore ha seguito i militari verso la gazzella, ripartita alla volta della caserma. Omicidio risolto in pochi minuti: l'81enne era rimasto in casa, non ha fatto nulla per evitare l'arresto. L'interrogatorio è durato alcune ore, al termine il magistrato ha disposto il trasferimento in carcere; per i prossimi giorni si attende la convalida dell'arresto. Al pm Andreana Ambrosino Reibaldi avrebbe spiegato i motivi di quel gesto: avrebbe avuto una discussione con la 67enne perché la riteneva responsabile di non prendersi cura adeguatamente della sorella.

Omicidio a Torre Annunziata: "Non curava bene mia sorella"

Reibaldi ha ucciso la donna usando una pistola regolarmente detenuta, è in possesso di un porto d'armi per uso sportivo. Professore di matematica del liceo classico Benedetto Croce in pensione, viene descritto come una persona mite. Anche se, secondo le indiscrezioni, avrebbe già avuto in passato discussioni, pure accese, con la 67enne e con altre donne che prima di lei avevano accudito la sorella.

Maria Baran si era trasferita in Italia da diversi anni e aveva già lavorato come badante per altre persone, era molto conosciuta a Torre Annunziata e molto attiva nel gruppo di connazionali che, come lei, si erano stabiliti nel Vesuviano; le due figlie vivono a Napoli. Il corpo della donna è stato sequestrato e verrà svolta l'autopsia.

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