Decreto anti-ballottaggi, Manfredi: “Sistema funziona, speriamo in un ripensamento”

"Ci auguriamo che ci sia un ripensamento sulla proposta": non usa giri di parole Gaetano Manfredi, presidente dell'Anci e sindaco di Napoli, sul decreto che andrebbe ad intaccare il sistema di ballottaggi nei comuni con più di 15mila abitanti presentato dai capigruppo del centrodestra in Senato. Una modifica che, spiega ancora Manfredi, "interverrebbe su un sistema che risulta essere il miglior sistema elettorale del nostro Paese e che finora ha operato a vantaggio dei cittadini".
L'emendamento presentato dal centrodestra eliminerebbe i ballottaggi nei comuni con più di 15mila abitanti, qualora uno o più candidati ottengano almeno il 40% dei voti. Nel caso entrambi superassero questa soglia, verrebbe eletto quello che ha raccolto più voti rispetto all'altro. Inoltre, verrebbe istituito anche un premio di maggioranza per le liste collegate per arrivare al 60% dei seggi in consiglio. L'emendamento ha scatenato numerose polemiche nell'opposizione, ma anche l'Anci, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani di cui Gaetano Manfredi, primo cittadino partenopeo, è stato eletto presidente il 20 novembre del 2024, ha espresso le proprie perplessità invitando a ritirarlo.
"Ricordiamo precedenti tentativi di stravolgere la legge sull'elezione diretta dei sindaci, e come accaduto in passato ancora una volta si tenta di farlo senza consultare i comuni", ha aggiunto ancora Manfredi. Sull'emendamento, presentato in Senato, si è espresso anche il presidente Ignazio La Russa, che ha chiosato: "Questo è un problema che va esaminato, vedremo se è compatibile con un decreto o no. Sul contenuto non mi scandalizzo, sulla modalità tutto sarà fatto secondo le regole e sono pronto ad ascoltare le obiezioni che vengono dalle opposizioni“, ha detto a riguardo il presidente del Senato, Ignazio La Russa.