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Campi Flegrei, alle prove di evacuazione a Pozzuoli si presentano solo 30 persone. Il sindaco: “È un inizio”

Proseguono oggi le esercitazioni della Protezione Civile che simulano uno stato di emergenza nei Campi Flegrei. A Pozzuoli, epicentro della caldera, la partecipazione è però a dir poco scarsa.
A cura di Valerio Papadia
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Vanno avanti anche oggi, 26 giugno, le esercitazioni che simulano uno scenario di emergenza nei Campi Flegrei, in caso di forti terremoti o di un'eruzione del supervulcano, già programmate ma rese ancor più urgenti dopo l'intenso sciame sismico dello scorso 20 maggio. Dopo che nella giornata di ieri, martedì 25 giugno, si è simulato, appunto, un forte sciame sismico, oggi tocca alle prove di evacuazione della popolazione. A Pozzuoli, città al centro della caldera dei Campi Flegrei, che ha subito i danni più ingenti del bradisismo non soltanto storicamente, ma anche il 20 maggio scorso, la risposta della cittadinanza è stata però a dir poco scarsa: al punto di raccolta, sul lungomare di via Napoli, si sono presentate soltanto trenta persone, come ha potuto constatare Fanpage.it.

Sul posto si è recato anche il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, che ha ribadito come le istituzioni abbiano fatto tutto il possibile per comunicare al meglio lo svolgimento delle esercitazioni, così come ha fatto l'amministrazione comunale puteolano. Secondo il primo cittadino, si tratta di "un inizio" e la risposta poco sollecita della popolazione è dovuta all'emergenza che molti ancora vivono dopo il 20 maggio, quando i Campi Flegrei ha fatto registrare la scossa più intensa degli ultimi 40 anni, quella di magnitudo 4.4 della scala Richter, al seguito della quale a Pozzuoli oltre 300 famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case.

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